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Sea watching è un termine inglese che definisce l’osservazione dei
fondali marini, effettuata dalla superficie (snorkeling), tramite
chiglie con fondo trasparente, con immersione subacquea (ARA) o, con
binocoli, dall’imbarcazione (whale watching).
Al fine di favorire la scoperta del mare dell’Asinara, il Parco ha
predisposto dei sentieri organizzati per queste modalità di
osservazione, sia in aree superficiali che in acque più profonde.
I numeri accanto ai nomi dei sentieri ne indicano la relativa
posizione nella “Carta Ufficiale del Parco Nazionale dell’Asinara”,
in scala 1:30.000, che è opportuno consultare per una migliore
fruizione dei percorsi di visita.
Snorkeling
Per effettuare l’attività di snorkeling sono sufficienti una
maschera, un boccaglio, le pinne ed una guida per il riconoscimento
delle specie più importanti. Tutto il mare dell’Asinara è una grande
aula didattica, che consente l’osservazione delle specie più
importanti del Mediterraneo. Tuttavia sono stati realizzati alcuni
itinerari specifici, in prossimità delle aree di approdo,
appositamente segnalati con delle boe che garantiscono anche una
maggiore sicurezza; in particolare, il sentiero di Cala Stagno Lungo
è destinato alle scuole ed ai bambini.
Nell’area di Fornelli, nella seconda caletta ad est del molo è stato
realizzato il
Sentiero delle madrepore (10).
Nel corso della
nuotata è possibile osservare una prateria mista formata dalle due
fanerogame presenti all’Asinara, la posidonia (P. oceanica) e
la cymodocea (C. nodosa); tra le foglie ed i rizomi si
trovano alcuni esemplari di pinna (P. nobilis) e, nei tratti
sabbiosi, non è raro l’incontro con la torpedine marmorata. I
substrati rocciosi durante il percorso diventano da metamorfici a
granitici, e sono colorati da spugne (Chondrilla nucula,
Crambe crambe) e alghe (Padina pavonica, Corallina elongata,
Codium bursa). Alla fine del percorso si raggiunge la specie
più caratteristica, il madreporaro coloniale Cladocora caespitosa;
questa specie forma delle spettacolari strutture
calcaree simili alle più famose barriere coralline. Tra i pesci che
si incontrano durante tutto il sentiero, diversi labridi, blennidi e
serranidi, in particolare frequenti esemplari di cernia bruna.
Un’altra area organizzata è quella di Cala Stagno Lungo, dove è
stata predisposta un’aula didattica marina compresa tra la Casa del fanalista e Punta degli Inglesi; si tratta di un ambiente molto
riparato, con una grande eterogeneità dei fondali, dove si alternano
rocce, sabbie e praterie e che pertanto ben si presta per svolgere
attività didattiche. Il sentiero individuato, con una profondità
massima di 3 m, è denominato
Sentiero delle spugne (11).
Il fondale è inizialmente sabbioso, e solo dopo qualche pinneggiata
compaiono le prime piante di cymodocea, alle quali seguono dei
tratti rocciosi con alghe fotofile, frammiste a posidonia non appena
compare la sabbia; quest’alternanza del manto vegetale tra fondali
rocciosi e sabbiosi colonizzati rispettivamente da alghe e
fanerogame, evidenzia il diverso adattamento al substrato di queste
specie. Dopo aver nuotato per un centinaio di metri, compaiono le
pinne (P. nobilis) e, sulle emergenze rocciose, è possibile
riconoscere con facilità gli anemoni (Aiptasia mutabilis e
Anemonia sulcata), animali a forma di pianta; ma la principale
caratteristica dei fondali è senz’altro offerta dalle spugne, con
numerosissime specie che si contendono tutti gli spazi,
distinguibili dalle forme e soprattutto dai colori (azzurro in
Phorbas, bruno-violaceo in Ircinia, marrone in
Chondrilla, giallo in Aplysinia, nerastro in
Cacospongia, rosso in Crambe e rosso con delle venature
più scure in Spirastrella). Lungo il sentiero sono anche
presenti diversi echinodermi, tra cui il riccio nero (Arbacia
lixula), il riccio viola (Paracentrotus lividus) e la
stella rossa (Echinaster sepositus). Tra i molluschi è facile
l’incontro con il polpo e la seppia e, tra i pesci più frequenti,
bavose, peperoncini, donzelle e diverse specie di tordi e saraghi.
Più impegnativo è il
Sentiero delle pinne (13)
(Pinna
nobilis) di Punta Trabuccato, il cui percorso segue la costa e
raggiunge una profondità massima di 6 m; le boe di invito sono
localizzate presso la spiaggia di Cala Barche Napoletane. In quest’area
è osservabile, nella prima parte del percorso, una prateria a
posidonia ben strutturata, con le sue parti più caratteristiche, la
matte (la parte basale costituita dai rizomi e dai peli radicali) ed
i fasci fogliari; all’interno sono presenti diversi esemplari adulti
di pinna, le cui dimensioni (sino al metro di altezza) testimoniano
il fatto che questi molluschi sono i bivalvi più grandi del
Mediterraneo. Avvicinandosi alla parete rocciosa, si scoprono
microambienti completamente differenti, dove la luce ed il movimento
del mare condizionano la composizione delle specie, selezionando
quelle più resistenti; la presenza di fondali rocciosi con numerosi
anfratti consente di osservare nel loro ambiente murene e gronchi.
Chi raggiunge la punta del promontorio può sperare nell’incontro con
dentici, orate, spigole e lucci di mare.
Sentiero delle patelle giganti
Un altro percorso è localizzato a Punta Sabina, con partenza dalla
Cala dei Ponzesi. Si tratta del sentiero più interessante per chi
preferisce osservare pesci, in particolare labridi, serranidi,
blennidi e sparidi. Una moltitudine di organismi che, se cercati con
occhi attenti, possono facilmente arrivare ad una cinquantina di
specie differenti. Tuttavia sono importanti anche le comunità del
fondale, dalla posidonia, alla cystoseira (un’importante alga di
colore marrone, che forma “cinture” in prossimità della superficie,
e che cambia completamente aspetto con il variare delle stagioni),
ad un’altra specie vegetale, il Lithophyllum lichenoides,
un’alga rossa calcarea a forma di lichene, che vive proprio nel
livello superficiale nelle zone più esposte al movimento del mare.
Sempre negli stessi ambienti, la rarissima patella gigante (Patella
ferruginea), un fossile vivente ormai scomparso in tutto il
Mediterraneo. Per la presenza di questa specie il sentiero di Punta
Sabina è anche chiamato Sentiero delle patelle giganti (14).
Un’esperienza particolare di snorkeling può essere organizzata
percorrendo il
Sentiero del relitto (12),
da concordare con
gli operatori della Soprintendenza Archeologica di Sassari, che in
prossimità del molo di La Reale gestiscono lo scavo su un relitto di
nave romana denominato Asinara I. Il carico giace su un fondale
misto di posidonia e sabbia, ad una profondità media di 5 m su
un’area caratterizzata da notevole materiale ceramico, costituito
principalmente da anfore. L’eccezionalità del rinvenimento, la sua
integrità e la bassa profondità, hanno fatto predisporre un progetto
didattico-divulgativo in collaborazione tra la Soprintendenza ed il
Parco, per rendere fruibile e visibile a tutti lo scavo ed il
giacimento, sia tramite maschera e boccaglio, sia tramite
imbarcazione con fondo trasparente. La visita può essere effettuata
solo in presenza dei tecnici autorizzati dalla Soprintendenza. |