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Fornelli è uno dei tre moli di approdo dell’Isola , il piu’ vicino a
Capo Falcone.
È raggiungibile tramite la strada cementata o via mare, sbarcando
presso il molo omonimo. Superato il Centro Visita, in prossimità del
molo stesso, si raggiunge l’ex carcere di massima sicurezza,
costruzione quadrangolare, bianca e austera. La struttura
originaria, risalente alla fine dell’800, è stata modificata da
numerosi interventi, tuttavia si riconosce l’impianto a doppia
corte con le celle disposte nei lunghi corridoi, e i diversi spazi
interni per l’ora d’aria, sottoposti un tempo a continua
sorveglianza. Di particolare interesse i giardini prospicienti
l’ingresso principale, realizzati tra gli anni 1980 e 1981 dai
detenuti dell’”anonima sarda”, con aiuole a forma di stelle, uccelli
e ancore, ricche di rose e gerani rossi.
A nord del carcere sono presenti alcuni edifici minori,
prevalentemente destinati ad alloggi per agenti, ed una fontana con
abbeveratoi laterali risalente al 1896, caratterizzata da un piccolo
manufatto centrale con volticella a botte.
Ad est del carcere, seguendo una larga strada sterrata si raggiunge
in breve tempo l’insediamento di Santa Maria, una ex diramazione
carceraria a prevalente destinazione agricola, sorta intorno al
1950.
Il complesso è costituito dal carcere e dalle strutture per le
attività zootecniche e agricole, dominate da due silos in cemento e
dalle stalle ormai dimesse, con attrezzi da lavoro ancora in sito.
Da Fornelli possono essere percorsi alcuni sentieri tematici, di cui
uno prevalentemente orientato all’analisi delle caratteristiche
geologiche della zona sud dell’isola, uno che porta al Castellaccio
e ai punti panoramici sullo stretto passaggio marino di Fornelli,
uno relativo all’ambiente idrogeologico in tutte le sue
manifestazioni, dall’acqua marina all’acqua dolce, e uno, in
prossimità di Tumbarino, dedicato all’avvistamento delle specie
animali, dall’avifauna ai mammiferi terrestri.
Il Sentiero del Granito (1) si percorre lungo la strada
sterrata a destra (est, dando le spalle al mare) rispetto al
piazzale del molo di Fornelli. Al primo stagno retrodunale, che si
incontra dopo qualche centinaio di metri, si tiene la sinistra
(nord) e si sale verso Santa Maria. Arrivati alla sommità della
collina, si discende verso Punta Barbarossa (sud-est), dove è
presente un sentiero marino attrezzato. Da qui inizia (nord) il
“mondo” del granito dell’Asinara, che accompagna l’escursionista per
tutto il percorso. Un segnale indica la conclusione del tratto
ciclabile. Tra la macchia ed il mare si incontrano ben 3 cave di
granito, ancora con alcuni attrezzi di lavoro e strutture
artigianali di riparo. Nella parte finale, a sud di Cala
Sant’Andrea, si costeggia lo specchio d’acqua salmastro e si ritorna
sulla strada cementata fino a ritrovare il punto di partenza.
Proseguendo dal molo verso il carcere di Fornelli (nord), ci si
incammina per il Sentiero del Castellaccio (2), struttura
medioevale semidiroccata, che domina la piana e tutto lo stretto di
Fornelli. Superato il dosso della strada di cemento, si svolta a
sinistra (ovest), seguendo le indicazioni per il castello e gli
indicatori di sentiero. Lo spiazzo della sorgiva, dopo circa un
chilometro di salita, è il parcheggio per biciclette e altri mezzi.
La salita è un po’ ripida ma piacevole. Si arriva alla sommità in
meno di un’ora.
L’edificio si presenta come un forte a doppia tenaglia, con diverse
torri angolari. La pianta ha forma vagamente esagonale, costituita
da una parte meridionale quadrangolare in cui, a fianco di uno
sperone, si apre la porta. Il settore nord, invece, si adatta alla
conformazione rocciosa del picco, sviluppandosi in maniera
poligonale. Il sistema costruttivo è abbastanza simile a quello
delle torri costiere isolane. Le mura esterne, alte in media circa
11 metri, raggiungono in certi lati anche i 13-14 metri.
Dall’ingresso, difeso da una garitta, si accede ad un piazzale in
cui sono presenti alcuni edifici diroccati, tra cui uno rettangolare
di grandi dimensioni, forse l’alloggio dei torrieri. Questi
disponevano di un osservatorio ampiamente spaziante verso il Golfo
dell’Asinara sino a Capo Testa. Erano in contatto con le torri
dell’isola Piana, Falcone, Pelosa, Saline, Porto Torres, Trabuccato.
Secondo alcuni studiosi il “Castellaccio” fu costruito in età
medioevale, pare dai marchesi Malaspina, signori di Osilo e di Bosa;
secondo altri fu fondato dai Doria di Genova. Secondo altri ancora,
invece, venne edificato dal famoso corsaro Barbarossa nel XVI
secolo. Attualmente viene utilizzato come punto di vedetta
antincendio e sorveglianza del Parco, mentre la visita non è esente
da rischi, per cui occorre essere accompagnati dalle guide
autorizzate.
Dal pontile d’arrivo e dal piazzale antistante il Centro Visita di
Fornelli, subito sulla sinistra (ovest), seguendo l’indicazione di
Punta Salippi, inizia la sterrata del Sentiero dell’Acqua (3).
L’acqua nelle sue varie espressioni, quella del mare, quella dolce
di collina, gli stagni salmastri costieri, i ponticelli, i pozzi,
gli abbeveratoi, le sorgenti, le piccole dighe, i serbatoi e le
infrastrutture tecnologiche, accompagneranno il facile percorso,
accessibile a tutti, percorribile a piedi e in bicicletta senza
grandi sforzi. Quasi ad un terzo del percorso, la Postazione,
vecchia struttura di guardia oggi recuperata al suo colore
originale, può essere un ottimo punto di sosta per apprestarsi ad un
bagno nelle fresche acque di Fornelli. Continuando per il sentiero
(nord), dopo un’ampio percorso sulle falesie del Mare di fuori
(nella Tanca Cavallo), si prende la direzione sud-est per incontrare
successivamente la diga, le strutture dell’acquedotto e del vecchio
potabilizzatore e, oltre il supercarcere di Fornelli, un altro
piccolo invaso collinare e un depuratore non più in uso. Nella piana
di Fornelli sono presenti vari ruderi storici: tra di essi anche una
chiesetta costruita nei primi anni del 1900, con un piccolo
campanile a vela ed un recinto quadrangolare, che individua un
piccolo cimitero.
Circa a metà strada tra Fornelli e La Reale, oltre i punti
panoramici di Cala Sant’Andrea e Cala di Scombro di dentro, si trova
la deviazione sterrata per il piccolo insediamento di tipo rurale di
Tumbarino. Il complesso è caratterizzato da piccoli edifici
carcerari ad un piano ed altri, più grandi, utilizzati in passato
come magazzini e depositi.
Presso Tumbarino, è stato ripristinato un vecchio percorso circolare
che parte e arriva dal piccolo borgo, dove è allestito
l’Osservatorio Faunistico. Il percorso, denominato
Sentiero del
Muflone (4), è particolarmente interessante da un punto di vista
naturalistico; oltre ai mufloni, è possibile vedere con facilità
cinghiali, corvi, pernici sarde e colonie di gabbiani e marangoni
dal ciuffo, nidificanti presso le isolette di Cala di Scombro di
dentro. Si tratta di un luogo ideale per svolgere attività di
bird-watching, soprattutto durante il periodo primaverile e
autunnale, quando è possibile seguire il passaggio delle specie
migratorie tra l’Europa e l’Africa.
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