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La tendinopatia
achillea è di frequente riscontro nei praticanti il gioco del
calcio.
Si manifesta generalmente
dopo i 18 anni e con maggiore
prevalenza nel sesso maschile.
i fattori eziologici più importanti (16) sono
I microtraumatismi ripetuti
(uso di
calzature inidonee, errori d’allenamento,campi di gara incongrui),
ipersollecitazioni funzionali,
alterazioni anatomiche e funzionali
del piede,
malattie metaboliche e reumatologiche,
predisposizione
genetica
Le lesioni tendinee
possono essere classificate, a seconda della loro eziologia, in:
traumatiche,
microtraumatiche,
atraumatiche su base dismetabolica
e/o infiammatoria
(18) .
Le tendinopatie
micro-traumatiche del tendine d'Achille sono anche
definite lesioni da sovraccarico funzionale.
La
peritendinite coinvolge il peritenonio ed il paratenonio.
La peritendinite può accompagnarsi a degenerazione progressiva del
tendine stesso (peritendinite con tendinosi), che può peraltro
iniziare autonomamente senza sintomatologia acuta pregressa (tendinosi
pura)(5,14).
La tendinopatia
inserzionale dell'achilleo assume caratteristiche particolari
sia per la presenza della fibrocartilagine della zona di transizione
inserzionale, sia per la presenza della borsa retroachillea con
fenomeni di natura infiammatoria (13,15).
La rottura del tendine
d'Achille è una evenienza di rara frequenza. Rappresenta
comunque l'episodio acuto conseguente ad un processo degenerativo (tendinosi)
che, decorrendo talvolta in modo quasi del tutto asintomatico
determina una diminuzione della resistenza meccanica del tendine,
che può essere superata da una improvvisa sollecitazione anche non
eccessiva.
La rottura del tendine achilleo può avvenire anche per trauma
contusivo diretto, per esempio durante un contrasto di gioco.
Le
nuove conoscenze sulla patologia tendinea achillea indicano che le
condizioni tradizionalmente indicate come tendinite dell’achilleo
sono in effetti lendinosi (1,2,3,4).
Il
trattamento incruento spesso è sufficiente a dominare la patologia
(6,7,8,9,10,11,12,16).
-
trattamento ortesico calzature che diminuiscono il
conflitto tra calcagno e calzatura, tallonette per sollevare il
calcagno e detendere il tendine
-
trattamento medico FANS, antiedemigeni,(
vedi la crioterapia )
infiltrazioni
locali extratendinee
-
trattamento fisioterapico bacinelle galvaniche,
ionoforesi,
ultrasuoni.,
laserterapia,, ipertermia, tecarterapia,
onde d’urto
Spesso in caso di
sintomatologia ribelle a questi trattamenti si ricorre
all’intervento chirurgico.
L’intervento
chirurgico prevede oltre alle classiche scarificazioni tendinee: la
asportazione delle guaine per peritendinite cronica inserzionale con
ispessimento fibroso delle guaine e tessuto infiammatorio
retrotendineo, la regolarizzazione calcaneare con asportazioni in
certi casi di osteofiti osteocartilaginei reattivi del bordo
calcaneare superiore, la asportazione della borsa preachillea per
borsite con liquido sinoviale infiammatorio all’interno (17,19).
Il programma di
riabilitazione classico prevede:
arto in scarico ,deambulazione con
bastoni canadesi per 15 gg senza appoggiare, quindi alla ripresa del
carico achillotrain e poi ripresa della deambulazione con carico
progressivo dalla 15 alla 25 giornata.
Completata la ripresa del
carico ha inizio la rieducazione specifica con cyclette, cauto
rafforzamento contro resistenza , esercizi eccentrici per il
tricipite surale dapprima a catena cinetica aperta e quindi a catena
cinetica chiusa.
La rieducazione specifica può essere svolta quasi
completamente in acqua, dapprima presso strutture termali poi
nell’acqua di mare, sfruttando un insieme di sinergie che questo
mezzo fornisce.
La riabilitazione
specifica inizia in 25° giornata dopo l’intervento chirurgico e
prevede un protocollo di 15 giorni da svolgersi in passaggi di circa
15 minuti ciascuno in 5 piscine termali, la prima di olio di mare(10
minuti di trattamento) , la seconda di acqua di mare ad alta densità
( 12 minuti di trattamento ), le altre 3 di acqua di mare a
temperatura decrescente ( 15 minuti di trattamento ciascuna ).
Date le particolari ed esclusive caratteristiche di queste piscine
sfruttando le proprietà fisiche dell’olio di mare è possibile
lavorare in assenza di gravità amplificando quindi la scarsa
traumaticità dell’acqua ed avendo una situazione di scarico della
struttura tendinea oggetto di riabilitazione.
Infatti la piscina con
olio di mare ha una densità di 31 Beaume con una temperatura di 37
°-38 ° ed una iperconcentrazione di MgCl 2 a tal punto che sembra
dimostrato un assorbimento di Mg transcutaneo con effetto
miorilassante per verosimile azione calcioantagonista a livello
muscolare.
Nelle altre piscine si sfrutta, in relazione alla densità
dell’acqua, l’effetto osmotico, la riduzione delle pressioni
articolari e la facilitazione delle condizioni di esecuzione del
movimento e la possibilità di eseguire esercizi propriocettivi con
tavole di Freeman modificate.
La seconda piscina ha una densità di
19 Beaume con temperatura di 35°-36°.
Le altre tre piscine hanno
densità di 3 Beaume e temperature decrescenti da 32° a 25 ° di poco
superiori quindi all’acqua di mare in estate.
Dal 40° giorno
successivo all’intervento chirurgico la riabilitazione del tendine
operato continua in acqua di mare con densità di 3 Beaume e
temperature dai 17° ai 21° a seconda del periodo della
riabilitazione e una percentuale di saturazione di O2 compresa tra
l’80 ed il 100% dato corretto in relazione alla agitazione del mare.
Dapprima la semplice deambulazione a carico libero, quindi con
giubbetto e con bilanceri, poi con spinta contro la resistenza
dell’acqua;esercizi liberi con flesso-estensione del piede e
bicicletta con giubbetto floating infine la corsa sia lineare e
continua che variata in direzione ed intervallata in velocità ed in
ultimo balzata e skippata sono state eseguite in acqua di mare, gli
esercizi con pinna sono stati consentiti solo dopo il 40° giorno.
Sfruttando la varietà del fondale in profondità è possibile modulare
il carico meccanico in funzione della percentuale di corpo immerso,
sfruttando invece la disomogeneità si stimola una intensa azione propriocettiva.
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