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COLPO DI FRUSTA DEL RACHIDE CERVICALE
di
Bernardetta
Pecorari
Viene definito “colpo di frusta” il trauma
lesivo che si produce in seguito ad una brusco movimento non
controllato del collo in una o più direzioni ma quasi sempre in
iper –flessione seguito da una iper-estensione.Questo trauma può
determinare lesioni più o meno gravi che vanno dalla distorsione
,alla lussazione e nei casi più gravi fino alla frattura. Nei
primi anni venti fu coniato il termine “Whiplash injuryo”,in
pratica colpo di frusta e nel 1995 la Quebec Task Force ha
proposto una classificazione dei disturbi legati alla
distorsione cervicale: WAD ( Whiplash associated disorders).
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Grado zero : assenza di sintomatologia
e di segni clinici
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Grado 1 : semplice cervicalgia
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Grado 2 : cervicalgia,rigidità
muscolare e riduzione articolare
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Grado 3 :cervicalgia e segni
neurologici (diminuzione o assenza di riflessi
osteotendinei-deficit sensitivi
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Grado 4 :fratture -lussazioni
I traumi che determinano distorsioni cervicali
avvengono sia nella pratica sportiva che negli incidenti
automobilistici.
Gli sport sono per esempio il calcio,il
rugby,i tuffi dove più frequentemente si hanno gestualità
tecniche in cui si trasferiscono forze di
accelerazione-decelerazione che si trasferiscono al rachide e in
particolare a quello cervicale.
Ma negli ultimi anni, per l’incremento del numero
dei veicoli circolanti, le distorsioni cervicali in seguito a
tamponamento automobilistico sono senz’altro il numero
maggiore .Fortunatamente la maggior parte dei colpi di frusta
sono di grado 1 e di grado 2 con lieve danno da
stiramento dei legamenti, edema e contrattura muscolare da
riflesso protettivo.
Se però il grado di distorsione si può definire
lieve, non altrettanto si può dire della sintomatologia che ne
consegue.
La rigidità muscolare determina dolore,
impotenza funzionale,cefalea e in alcuni casi,non pochi, anche
vertigini dato che il tratto cervicale è sede particolarmente
ricca di propriocettori ,atti a mantenere il controllo
tonico-posturale del capo e degli arti.
Uno studio pubblicato di recente ( Journal of
Neurosciences) ha rivelato inoltre che le afferenze nervose
provenienti dal collo,terminano in un’area del cervello adibite
al controllo della respirazione, del controllo della pressione
arteriosa e della frequenza cardiaca: il nucleo del tratto
solitario.L’ipotesi è che i segnali provenienti dal collo
abbiano un ruolo determinante nell’assicurare un adeguato
apporto ematico al cervello con i cambiamenti di posizione. I
muscoli cervicali potrebbero far parte di un sistema che
normalmente “informa” il cervello dei cambiamenti di posizione.
Una situazione come nel colpo di frusta, con alterazione di
questi segnali spiega le vertigini, le alterazioni
dell’equilibrio e anche un’alterazione della pressione
sanguigna.
La gestione del colpo di frusta dovrebbe
iniziare subito dopo il trauma ; ci si dovrebbe recare al più
vicino Pronto Soccorso per i dovuti controlli anche in assenza
di sintomi giacchè succede spesso che questi compaiano nelle ore
successive o addirittura il giorno dopo.Gli accertamenti medici
che vengono effettuati sono clinici e diagnostici: visita
ortopedica + radiografie sono quelli di routine e in casi
particolari più gravi o dubbi anche ecografie, T.a.c. e R.m.n.
APPROCCIO TERAPEUTICO
Nella stragrande maggioranza dei casi il
trattamento terapeutico si avvale dell’uso del collare
ortopedico e di farmaci , volti, il primo a mettere a
riposo la parte lesionata e i secondi a controllare la
contrattura muscolare e il dolore con miorilassanti e
antidolorifici .Può essere necessario in presenza di vertigini
anche l’uso di farmaci per il loro trattamento.
L’uso del collare (in genere modello di Schanz)
è consigliato per una quindicina di giorni, non in
maniera continuativa ma soltanto per qualche ora al giorno:
questo perché è ormai concordato da tutti, l’immobilizzazione
prolungata determina indebolimento dei muscoli e rigidità
articolare aumentando le problematiche nella fase di
riabilitazione.E’ dimostrato che il riposo prolungato favorisce
la cronicità, mentre una mobilizzazione precoce aiuta la
guarigione.
RIABILITAZIONE:
La fase successiva all’uso del collare riguarda
la riabilitazione che prevede in genere uno o due cicli
(10-20 sedute)di massoterapia ,kinesi attiva e passiva
e terapia fisica.
Il massaggio ha un ruolo fondamentale con
due meccanismi d’azione: meccanica e riflessa.
La prima agisce sui muscoli, sui vasi sanguigni e
sulle terminazioni nervose della parte trattata; l’azione
riflessa è mediata dal sistema nervoso centrale.L’altro effetto
del massaggio è quello psicologico, conosciuto da tutti e da
sempre per il benessere che arreca il contatto della mano su
una parte del corpo dolorante, nonché la sensazione rassicurante
che se ne riceve.
Le terapie fisiche comprendono
principalmente
ultrasuoni
e TENS ma vengono prescritti anche
laser e
correnti diadinamiche .Tutte queste terapie hanno azione
analgesica ,decontratturante e antiflogistica.
La kinesi comprende il ripristino dell’articolarità
,dei movimenti di flessio-estensione,di rotazione e inclinazione
laterale con recupero della forza muscolare.
Durante il percorso riabilitativo sarà compito
del terapista insegnare al paziente la postura da mantenere e
gli esercizi da fare al proprio domicilio per continuare il
recupero, prevenire le recidive ed evitare la cronicizzazione
dei sintomi.
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