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La ionoforesi   di  Bernardetta Pecorari

 

L’elettroterapia

è quella branca della terapia fisica che utilizza a scopo terapeutico gli effetti biologici indotti dall’energia elettrica. Per la somministrazione di elettroterapia esistono apparecchi che trasformano la corrente di rete in correnti con particolari caratteristiche con voltaggio e frequenza regolabili.

Questi apparecchi sono dotati di un interruttore che apre e chiude il circuito,un timer,un milliamperometro che permette la regolazione dell’intensità della corrente e un circuito di uscita composto da da due fili conduttori,  collegati a due elettrodi.I due fili sono uno nero (corrispondente al polo negativo) e uno rosso (corrispondente al polo positivo).Molti anni fa il materiale che costituiva gli elettrodi era il piombo o lo stagno,ora si usano quelli in gomma al carbonio e quelli autoadesivi.

Una delle tecniche elettroterapiche  utilizzate è la ionoforesi

che sfrutta la corrente continua per l’introduzione  di sostanze medicamentose nell’organismo.

 

La storia

Un secolo fa un certo Leduc ,dimostrò con un esperimento, che sostanze come la stricnina e il cianuro ,sotto l’azione della corrente continua potevano attraversare la barriera cutanea (a discapito di due conigli, protagonisti dell’esperimento).I malcapitati , uno con l’elettrodo negativo imbevuto di  cianuro di potassio, l’altro con l’elettrodo positivo imbevuto di solfato di stricnina vennero fatti attraversare dalla corrente continua ed entrambi morirono. La cosa strana fu che quello col cianuro morì avvelenato dalla stricnina e quello che aveva l’ elettrodo imbevuto di stricnina morì avvelenato dal cianuro. Invertendo la polarità non accadeva nulla, perciò se ne dedusse che la polarità della corrente doveva corrispondere a quello della sostanza e che la corrente continua faceva migrare gli ioni unidirezionalmente. Negli  anni seguenti gli studi di Leduc sono stati confermati da altri esperimenti  fatti con metodi più moderni quali l’uso di radioisotopi e di tecniche scintigrafiche. La migrazione degli ioni avviene secondo la legge della polarità, spostandosi verso la polarità opposta. Nel corpo umano gli ioni medicamentosi avviene attraverso gli sbocchi delle ghiandole sudoripare,di quelle sebacee e dei dotti piliferi.Le sostanze con peso molecolare basso attraversano più velocemente la membrana e sono quindi da  preferire per l’efficacia del trattamento.

Anche l’intensità della corrente, se bassa, agevola la penetrazione del medicamento.

 

Gli effetti terapeutici della ionoforesi

sono dovuti  sia al farmaco che all’azione della corrente.

E’vantaggioso somministrare un farmaco, che penetra direttamente nella parte da trattare evitando gli effetti nocivi che il principio attivo può produrre con le normali vie di somministrazione ( gastralgie, epatopatie etc.)La maggior parte della sostanza  medicamentosa  legata alle proteine si accumula in loco nei tessuti interstiziali e solo in parte viene assorbita nel torrente circolatorio. Qualche autore ha tuttavia dubbi sull’effettiva efficacia del farmaco sia perché sostiene che ionizzandosi  perda le qualità chimico-fisiche ,sia perché l’aumentato flusso sanguigno che la corrente determina,lo porta in circolo. Studi più recenti fatti con tecniche radioisotopiche hanno invece dimostrato che localmente si raggiungono concentrazioni efficaci  di farmaco grazie anche al fatto che la corrente continua generando un campo elettrico può ricaptare gli ioni in circolo e riportarli in loco.

 

La polarità dei principali farmaci usati nella ionoforesi

 

farmaco polarità farmaco polarità
Acetilsalicilato di lisina ( Flectadol ) negativa Glicole salicilato ( balsamo sifcamina ) positiva
Diclofenac sodico ( Voltaren ,  ) negativa Fenilbutazone positiva
Indometacina sale di glumina negativa Idrocortisone acetato positiva
Piroxicam ( Feldene ) negativa Novocaina positiva
Benzidamina cloridrato ( Tantum ) bipolare Vitamina B1 e  B2 positiva
Ketoprofene ( Orudis , Artrosilene ) negativa Metile nicotinato positiva

 

Le regole da seguire per una seduta di ionoforesi sono le seguenti:

  • Detergere e sgrassare   adeguatamente la cute

  • Il medicamento precedentemente diluito deve essere applicato su una spugna pulita e umida, precedentemente lavata per eliminare gli ioni parassiti.

  • E’ necessario conoscere la polarità del farmaco usato per poterlo applicare al polo idoneo.(negativo al polo negativo  e  positivo al polo positivo). Le sostanze anfotere indifferentemente in uno o nell’altro polo.

  • La cute sulla quale si dispongono gli elettrodi e le spugne deve essere integra e priva di qualunque  seppur minima lesione, perché anche una piccolissima abrasione permetterebbe alla corrente di penetrare  solo in quel punto e provocare un’ustione.

Un’altra causa di formazione di escara è il mal posizionamento degli elettrodi,che devono aderire in ogni punto uniformemente per evitare quello che si definisce “effetto punta”:

l’effetto punta si ha infatti se l’elettrodo preme di più in un punto e quindi la corrente si concentra  in quel punto causando un’ustione. Il paziente comunque sente come una sensazione di puntura che deve comunicare subito al terapista.

Prima della seduta si informa il paziente che deve avvertire un leggero formicolio diffuso nella parte trattata e qualunque altro fastidio deve essere riferito.

Gli elettrodi possono essere posizionati in maniera trasversale  oppure longitudinale.

Si usa il primo metodo quando per esempio si tratta un’articolazione come il ginocchio: si dispongono  gli elettrodi medialmente e lateralmente permettendo quindi alla corrente di attraversare l’articolazione.

Con il metodo longitudinale si può trattare per esempio un arto disponendo gli elettrodi all’estremità distale e prossimale.

 

La durata della seduta è di almeno 25 minuti perché nei primi 10 penetrano solo ioni parassiti e soltanto dopo inizia a penetrare il farmaco.La corrente va dosata con gradualità fino a raggiungere 0,2mA, e poco importa se il paziente non avverte alcuna sensazione; è preferibile infatti applicare basse intensità senza peraltro inficiare i benefici della terapia.Alla fine della seduta sempre con gradualità si riporta a zero l’intensità prima di spegnere l’apparecchio.

 

Un ciclo di ionoforesi è di 10-15 sedute con cadenza giornaliera

 

Le indicazioni della ionofores

 sono le patologie con componente sia algica che infiammatoria,che traggono beneficio dall’utilizzo della corrente continua con i farmaci adeguati .

Le articolazioni della spalla,del ginocchio ,dei polsi,ma anche le piccole articolazioni  delle mani  si possono trattare con gli elettrodi idonei.Non di meno trae giovamento anche la lombalgia.

Negli anni passati si trattava anche la nevralgia del trigemino con un elettrodo particolare chiamato maschera di Bergoniè, ora andato in disuso perché superato da altre terapie.

 

Le controindicazioni alla ionoforesi

sono le lesioni cutanee, il pace-maker, i mezzi di sintesi metallici, le ipoestesie cutanee,l’epilessia.

Per l’utilizzo corretto dei farmaci con la ionoforesi esistono delle tabelle in cui sono indicati i principi attivi, la polarità per l’applicazione al polo giusto e l’azione farmacologica, anche se da qualche tempo anche le case farmaceutiche nel foglietto illustrativo delle fiale di antiinfiammatori ,indicano la polarità del principio attivo per l’utilizzo con la ionoforesi. Tutto ciò facilita il lavoro del fisioterapista.      

  

    

 

                                                        

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