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I BAROTRAUMI AURICOLARI NEI SUBACQUEI di
Alfonso Bolognini
Le
cavità pneumatiche del cranio ed in particolare quelle dell’orecchio
sono spesso coinvolte negli incidenti subacquei.
Si intende
per barotrauma un danno meccanico arrecato ai tessuti dalle variazioni
della pressione ambientale. Sinonimi di barotrauma sono squeeze o
lesioni ad effetto ventosa (colpo di ventosa).
Le lesioni barotraumatiche sono proprie delle cavità aeree in quanto i liquidi
sono incomprimibili e non soggetti a variazione di volume al variare
della pressione.
La legge di Boyle dice infatti che per qualsiasi
gas, a temperatura costante, il volume varia in modo inverso con la
pressione totale, mentre la densità varia in modo diretto.
P1
V1 = P2 V2
In
pratica considerando il volume di aria contenuto nell’orecchio medio
dell’uomo, alla superficie del mare, che è pari a 1,5 ml circa, e
supponendo di immergerlo a -10 mt, a temperatura costante, avremo
applicando la legge di Boyle, che il volume si è ridotto esattamente
della metà.
P1 = 1 Bar; V1 = 1,5 ml; P2 = 2 Bar;
V2
= P1 * V1/P2
Sostituendo,
V2
= 1Bar * 1,5 ml/2Bar = 0,75 ml
Vedremo come questa piccola modificazione del volume possa avere
effetti anche molto gravi a carico dell’orecchio che possono portare
in casi estremi a situazioni di pericolo per la vita, per la
comparsa di vertigini, vomito, aspirazione ed annegamento.
Le
variazioni di volume dei gas nei primi dieci metri sono quindi
particolarmente delicate per la genesi dei barotraumi.
Da un
punto di vista classificativo possiamo distinguere barotraumi
a
carico dell’orecchio:
secondo un criterio topografico, Fig.1.

Figura
1 Classificazione topografica delle zone in
cui è diviso l'orecchio.
I
barotraumi possono anche essere classificati in base al meccanismo
patogenetico che li determina in:
A loro
volta quelli da contrazione del volume (meccanismo implosivo) sono
divisi a seconda che avvengano in immersione durante la discesa, o
dopo l’emersione, come nel caso di immersioni con autorespiratore ad
ossigeno (ARO) dove possono essere “differiti” e comparire alcune
ore dopo l’emersione (middle ear oxygen absorption sindrome).
I traumi da espansione dei gas (meccanismo esplosivo), viceversa
sono quelli che compaiono in risalita, al diminuire della pressione
ambientale (sinonimi: blocco inverso o inverted squeeze).
CLASSIFICAZIONE PATOGENETICA
DEI
BAROTRAUMI AURICOLARI
A)
DA CONTRAZIONE DEL VOLUME DI GAS
-
IN DISCESA
(Orecchio esterno, medio, interno) (Barotraumi
Immediati)
-
IN
EMERSIONE (Orecchio medio) (Barotraumi
Differiti) (sindrome da assorbimento di O2dall’orecchio
medio)
B)
DA ESPANSIONE DEL VOLUME DI GAS
1.
IN RISALITA (Orecchio esterno, medio,interno) (Barotraumi Ritardati)
E’
bene rilevare che in genere il barotrauma non colpisce i subacquei
anatomicamente e fisiologicamente normali che seguono le opportune
procedure di immersione.
Quasi sempre nella pratica clinica vi è il
riscontro anamnestico di un problema anche banale evidente prima
dell’immersione che il subacqueo generalmente minimizza, ad esempio
un comune raffreddore.
Barotrauma orecchio esterno in discesa (
barotraumi da contrazione
del volume )
In
condizioni normali il calibro del condotto uditivo esterno è tale da
compensare istantaneamente la pressione ambientale.
Esistono però alcune possibilità di occlusione del canale uditivo
esterno:
a)
tappo di cerume ostruente il condotto;
b)
cappuccio della muta troppo aderente;
c)
tappini per le orecchie usati non correttamente;
d)
otite esterna con stenosi infiammatoria del condotto;
e)
cinghiolo della maschera stretto intorno alle orecchie.
In
queste condizioni la pressione nell'orecchio esterno non può
equilibrare la pressione ambiente. Durante la discesa quindi, un
vuoto relativo si sviluppa sia nell'orecchio esterno, a valle
dell’occlusione, che in quello medio.

Figura
2 La pressione ambientale a monte
dell'occlusione è maggiore di quella a valle.
Se
questo persiste per più minuti, possono comparire edema ed emorragie
petecchiali a livello della porzione di condotto interessata e a
carico della membrana del timpano e dell’orecchio medio. Nei casi
più gravi si possono formare delle bolle siero-ematiche che possono
scoppiare e produrre un'imponente emorragia del condotto uditivo (otorragia).
La perforazione della membrana la possiamo riscontrare sia nei
barotraumi da contrazione del volume di gas che avvengono con un
meccanismo implosivo, sia da espansione del volume di gas con
meccanismo esplosivo. A loro volta quelli da contrazione del volume
possono essere divisi a seconda che avvengano in immersione durante
la discesa, o dopo l’emersione, come nel caso di immersioni con
autorespiratori ad ossigeno.
I
sintomi,
dolore acuto in discesa, comparsa di sordità, vertigine, nausea e
otorragia.
La
terapia
consiste nel somministrare preparati a base di antibiotici e
steroidi localmente e nella corretta toelette del condotto.
La
prevenzione
si effettua eliminando eventuali tappi di cerume ostruenti i
condotti, evitando di indossare un cappuccio della muta troppo
aderente o eseguendo dei fori in corrispondenza delle orecchie, non
utilizzando tappi per le orecchie se non consigliati dal medico e
non immergendosi in caso di otite esterna.
Barotrauma orecchio medio in discesa (
barotraumi da contrazione
del volume )
E’ il
più comune evento patologico riscontrato nei subacquei ed è una
diretta conseguenza del fallito tentativo di compensare la pressione
dell’orecchio medio con quella ambientale attraverso le tube di
Eustachio.
La
tensione all’orecchio comincia a comparire ai -2 metri quando la
riduzione del volume di gas endotimpanico è del 20%. Man mano che la
profondità aumenta, in caso di mancata compensazione, si avrà
retrazione della membrana timpanica con dolore, iperemia ed edema
della mucosa dell’orecchio medio con possibile stravaso ematico,
fino alla rottura della membrana timpanica, esiste una scala di
gravità anatomo clinica che individua 5 diversi gradi barotraumatici
della membrana timpanica (scala di Teed, Figura 3).
Le
cause
principali sono due:
la
patologia delle alte vie respiratorie che ostruisce la tromba di
Eustachio e le scorrette o ritardate tecniche di compensazione.
Tra le
prime menzioniamo riniti infettive e rinopatie allergiche e non
allergiche, ingestione di alcool che provoca congestione nasale,
poliposi rinosinusale massiva, grandi deviazioni settali, fumo di
sigaretta, utilizzo di farmaci beta bloccanti e parasimpatico
mimetici.
I
sintomi
inizialmente consistono in una sensazione di pressione auricolare
che ben presto diventa un dolore fortissimo se la discesa continua.
Il dolore in genere è severo e distoglie dall’andare più a fondo.
In
caso di rottura della membrana timpanica si ha immediata risoluzione
del dolore ed equalizzazione della pressione.
L’orecchio medio viene
così allagato dall’acqua che avrà una temperatura inferiore a quella
corporea.
Questa evenienza provocherà infine una stimolazione
calorica dei canali semicircolari con comparsa di vertigine
improvvisa con la percezione che tutto ruoti vorticosamente
(vertigine oggettiva), nausea e vomito.
Tutti sintomi molto
pericolosi in acqua, per la possibilità di inalazione ed
annegamento. Una volta emersi comparirà una ipoacusia trasmissiva
per i toni medi e gravi con acufeni causati dalla rottura del
timpano.

In discesa la pressione idrostatica crea
una introflessione della membrana timpanica che deve essere
contrastata dalle manovre di compensazione.
La
terapia
deve essere instaurata tempestivamente dallo specialista
otorinolaringoiatra.
La
prevenzione
di
questo spiacevole trauma consiste nel compensare frequentemente fin
dalle primissime fasi dell’immersione in modo da prevenire la
chiusura della tuba che avviene per collasso delle pareti alla
profondità di 3-4 metri. In caso di difficoltà bisogna non perdere
la testa e risalire di qualche metro per poi riprovare ad
equilibrare la pressione. Anche in questo caso bisogna fare
l’immersione in pieno benessere e rinunciare qualora ci sia un
raffreddore o una delle cause predisponenti viste sopra. Anche
l’utilizzo dei decongestionanti nasali è da proscrivere poiché ad un
primitivo effetto decongestionante, subentra un rebound con
congestione nasale.

Figura 3 Barotrauma dell'orecchio medio in discesa
grado 1 scala di Teed
Barotrauma orecchio medio in risalita (
barotraumi da contrazione
del volume )(
blocco inverso )
Questa
patologia conosciuta dai sommozzatori italiani come blocco inverso (inverted
squeeze), è causata dalla espansione del gas contenuto nell’orecchio
medio per la diminuzione della pressione ambientale che si manifesta
appunto durante la risalita. Normalmente nella fase di risalita i
subacquei sanno bene che non devono effettuare compensazioni perché
il volume in eccesso di gas dall’orecchio medio viene smaltito
passivamente con apertura spontanea delle trombe e compensazione
secondo gradiente della pressione ambientale.
Una tromba di
Eustachio patologicamente chiusa rappresenta il momento patogenetico
fondamentale di questa patologia che è in genere più grave rispetto
al corrispondente barotrauma in discesa. Infatti l’aumento pressorio
dell’orecchio medio comporta l’immediata estroflessione della
membrana del timpano con rottura della stessa e una sintomatologia
identica a quella descritta per la rottura del timpano in discesa.
La sovrapressione nell’orecchio medio può interessare la zona delle
due finestre (descritte sotto) che rappresentano due punti di minore
resistenza, e come tali trasmettere l’incremento pressorio
all’orecchio interno provocando la cosiddetta vertigine
alternobarica.
La vertigine alternobarica è una transitoria
disfunzione vestibolare da asimmetrica stimolazione dell’orecchio
interno. Sarebbe appunto causata da un aumento monolaterale della
pressione dell’orecchio medio in risalita (è descritta anche da
compensazioni forzate con manovra di Valsalva) con stimolazione
labirintica e comparsa di vertigine oggettiva che regredisce
prontamente scendendo di qualche metro.
In caso di rottura delle
finestre si ha la fuoriuscita dei liquidi labirintici nell’orecchio
medio con una vera e propria fistola labirintica. Il risultato
finale di quest’ultima evenienza è quello della comparsa di
ipoacusia ad insorgenza improvvisa e grave vertigine, che
generalmente avvengono in risalita o all’arrivo in superficie
(diagnosi differenziale difficile con le manifestazioni otologiche
dell’EGA che compaiono negli ultimi metri o all’arrivo in
superficie).

La
terapia
deve essere instaurata tempestivamente dallo specialista
otorinolaringoiatra, la fistola perilinfatica deve essere
ospedalizzata al più presto così come il barotrauma dell’orecchio
interno.
La
prevenzione
di
tutto ciò è quella di non compensare assolutamente in risalita. In
caso di raffreddore o problemi rinologici può essere difficoltoso
sbloccare le orecchie e il malcapitato può essere colpito dal blocco
inverso, evitiamo quindi l’immersione in queste condizioni. Se
avvertite un dolore all’orecchio in risalita, fermatevi, scendete di
qualche metro o comunque fino ad una batimetrica che vi dia sollievo
e riprovate. Non esiste altro metodo per sbloccare le orecchie in
risalita. La manovra di Valsalva aumenterebbe ancora di più la
pressione nell’orecchio.
L’orecchio interno è formato da un sistema membranoso
contenete liquidi (coclea) che è circondato da osso.
Per definizione
i liquidi non subiscono variazioni di volume al variare della
pressione (legge di Boyle) quindi l’orecchio interno in teoria
dovrebbe essere protetto dalle variazioni di pressione.
L’orecchio medio con la catena degli ossicini
trasmette il segnale sonoro all’orecchio interno tramite una via di
comunicazione chiusa dalla platina della staffa (finestra ovale),
l’energia sonora viene così trasmessa ai liquidi labirintici con
generazione di un movimento da parte delle cellule ciliate che
trasformano quest’onda in energia elettrica che può essere inviata
alla corteccia uditiva dai nervi acustici.
La corrente pressoria dei
liquidi endolinfatici viene compensata da un’altra apertura
nell’orecchio medio che si chiama finestra rotonda ed è chiusa dalla
membrana secondaria del timpano o membrana dello Scarpa.
La staffa
si introflette nella finestra ovale, comprime l’endolinfa e la
membrana secondaria si estroflette nell’orecchio medio compensando
l’aumento di pressione. Viceversa quando la staffa si retrae.
Ecco che proprio per questi rapporti con
l’orecchio medio le variazioni del volume di gas in quest’ultimo
possono trasmettersi all’orecchio interno provocando la rottura
meccanica delle finestre con fuoriuscita di perilinfa (fistola
endolabirintica), la rottura delle membrane cocleari (di Reissner) o
emorragie endococleari. Il meccanismo patogenetico in discesa è
possibile con un meccanismo da rapido aumento della pressione capace
di provocare rottura delle finestre nel corso di manovre di Valsalva
condotte con notevole forza, o in caso di pressione negativa
dell’orecchio medio che provoca estroflessione e rottura della
finestra rotonda o lussazione della platina della staffa con
fuoriuscita di perilinfa (fistola della finestra ovale). In risalita
il meccanismo d’azione è la sovrapressione dell’orecchio medio a
tromba di Eustachio ostruita con vertigine transitoria nelle forme
lievi e vertigine grave con ipoacusia e acufeni in caso di fistola.
I casi in cui si sospetta la fistola devono essere immediatamente
ospedalizzati per la possibilità di chiusura chirurgica della
breccia di comunicazione dell’orecchio interno con quello medio. La
terapia e la prevenzione sono identiche a quelle per il blocco
inverso.
Sindrome da assorbimento dell’ossigeno nell’orecchio medio (middle
ear oxygen absorption sindrome)
E’ un quadro clinico barotraumatico poco conosciuto
che può complicare le immersioni prolungate con autorespiratori a
circuito chiuso ad ossigeno (ARO), o le ricompressioni terapeutiche
con tabelle ad ossigeno di lunga durata.
La caratteristica di questo barotrauma è di comparire a distanza dall’emersione (Barotrauma
differito). I sommozzatori dopo una immersione in saturazione di
ossigeno, hanno nell’orecchio medio una concentrazione di O2 vicina
al 100%. Questo essendo un gas metabolico può essere riassorbito
dall’epitelio respiratorio dell’orecchio medio, con la conseguenza
di creare una pressione negativa dell’orecchio medio capace di
creare una pressione negativa intratimpanica con versamento sieroso.
I
sintomi,
dolore acuto, senso di orecchio chiuso.
La
terapia
consiste nel somministrare preparati a base di decongestionanti
nasali, analgesici, antibiotici, antistaminici, a seconda dello
stadio e del parere dello specialista.
La
prevenzione
consiste nell’istruire il sommozzatore ad eseguire, dopo l’mmersione
in saturazione di ossigeno, alcune manovre di compensazione in aria
per lavare l’ossigeno accumulato nell’orecchio medio. E’
controindicato addormentarsi dopo queste immersioni in quanto nel
sonno l’apertura della tromba di Eustachio è rallentata rispetto al
periodo di veglia con possibilità di riassorbimento dell’O2
contenuto nell’orecchio medio e comparsa di barotrauma.
Conclusioni
Come evitare i Barotraumi
L’attività subacquea sia che avvenga in apnea che con gli
autorespiratori è uno degli sport più appaganti e completi da un
punto di vista psicofisico.
E’ importante che i
sommozzatori capiscano l’importanza di un corretto addestramento
all’immersione affidandosi a didattiche scrupolose e competenti,
consapevoli che la prevenzione è la terapia migliore degli incidenti
subacquei.
In particolare i barotraumi sono le fatalità più
rappresentate tra le emergenze subacquee e la maggior parte delle
volte capitano anche a subacquei esperti che non sono al 100 per 100
della forma.
Queste semplici regole possono aiutare il subacqueo
meno esperto a prevenire questi problemi.
1)
Evitare di immergersi con naso chiuso per
esiti di processi infettivi o allergici.
2)
Al primo dolore alle orecchie se in
discesa, risalire di qualche metro e riprovare con calma, magari
cambiando la postura di discesa. In caso di ulteriori difficoltà
interrompere l’immersione ed uscire dall’acqua. In caso di otalgia
in risalita, non compensare, ridiscendere di un metro e riprovare
compiendo qualche atto deglutitorio o estendendo lievemente la
testa, per permettere l’apertura passiva della tuba di Eustachio.
Mantenere la calma.
3)
Immergesi sempre con un compagno di
immersione attento e affiatato.
4)
Non usare decongestionanti o farmaci senza
il controllo medico prima dell’immersione, l’effetto “termale”
dell’acqua di mare con risciacqui delle cavità nasali prima
dell’immersione è il miglior decongestionante e mucolitico per il
subacqueo.
5)
Non bere alcolici la sera prima
dell’immersione perché hanno un effetto congestionante le mucose
nasali.
6) Imparare ed utilizzare per compensare le
orecchie preferibilmente la Marcante-Odaglia al posto della manovra
di Valsalva.
7) Le immersioni banali in pochi metri
d’acqua, magari per disincagliare l’ancora o per recuperare oggetti
caduti fuori bordo sono le più pericolose in quanto eseguite
automaticamente senza la concentrazione necessaria.
8) Scegliere e controllare adeguatamente la
propria attrezzatura evitando cappucci e cinghioli della maschera
troppo stretti.
9) Eseguire tutti gli anni la visita di
idoneità all’immersione.
Bibliografia
1)
Bolognini A. “I BAROTRAUMI AURICOLARI". Pubblicato nella rivista
della FIAS Continente Blu N° 2 2004
2)
Landolfi A. Rambelli F. Bolognini A. “MANUALE ARO
(Autorespiratori ad ossigeno)”. EDITRICE OLIMPIA. Ottobre 2004, pag
45 “Le problematiche mediche”.
3) A.
Bolognini, P. Marcolin “LA VALUTAZIONE ORL NELL’IDONEITA’ AGONISTICA
DEI SOMMOZZATORI SPORTIVI” Medicina Subacquea ed Iperbarica, Vol.
n°2 Giugno 2005, pag. 25-29. Anno XXVII
4)
A.Bolognini, C. Casu, L Cosso, E. Delehaye, M. Cau "Difficoltà
di compensazione in subacquei con disfunzione dell articolazione
temporo-mandibolare: proposta di un metodo riabilitativo" Medicina
Subacquea ed Iperbarica, Vol. n°2 Giugno 2006, pag.7 – 9. Anno
XXVIII
5)
Bolognini A.“Orecchio in immersione” tratto dagli atti del Corso LA
MEDICINA SUBACQUEA E LA TERAPIA IPERBARICA San Teodoro 30/04/2006
6)
Bolognini A. “difficoltà di compensazione in subacquei con
disfunzione dell’ATM” tratto dagli atti della tavola rotonda dal
titolo “problematiche ORL e sport acquatici” 93° Congresso Società
Italiana di Otorinolaringoiatria. Bologna 31 maggio-3 giugno 2006.
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