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EFFETTI DELL'ALLENAMENTO SPORTIVO IN SOGGETTI
CON TETRA-PARAPLEGIA
di
Arsenio Vecsteinas
Una
notevole quantità di letteratura mostra che le risposte cardiorespiratorie sono
meno favorevoli nei soggetti sani sedentari che nei soggetti fisicamente
allenati. In modo particolare, per una data domanda metabolica, maggiore è il
livello di allenamento fisico, minori sono il ritmo cardiaco e la ventilazione
polmonare. Inoltre, l’innalzamento massimo dell’ossigeno aumenta
progressivamente in relazione al livello di allenamento.
Tutti questi cambiamenti dipendono da vari adattamenti del complesso
“cuore-polmone” dovuti all’esercizio. Per quanto riguarda gli individui sani,
gli effetti dell’inattività o dell’ipoattività durante prolungate permanenze a
letto (1) o in assenza di peso, sono stati ampiamente analizzati anche in
passato. Al contrario è stato prestato molto meno interesse per quel che
riguarda gli individui disabili, caratterizzati da una condizione a se stante
per via della mancanza di attività fisica.
Questo breve documento prenderà in considerazione, tra l’enorme varietà di
handicap, le tetra-paraplegie di origine traumatica. Verranno valutati gli
adattamenti cardiorespiratori e metabolici derivanti dall’esercizio fisico, in
base alla letteratura e alle osservazioni personali.
Soggetti
tetra-paraplegici
Uno
dei più importanti adattamenti che si verificano nei soggetti sani in seguito
all’attività fisica è la ridistribuzione sanguigna, la quale aumenta la
pressione di riempimento ventricolare minima e accresce il volume del battito e
il rendimento caridiaco, rispondendo in questo modo all’aumentata richiesta di
sangue della muscolatura in movimento. Tale ridistribuzione è dovuta ad una
vasocostrizione che si verifica nell’area splancnica e nei muscoli a riposo, e
si basa su un riflesso conseguente. Inoltre, durante gli esercizi dinamici,
l’intermittente contrazione-rilassamento dei muscoli attivi pompa sangue al
cuore, il che assume particolare importanza negli esercizi svolti in posizione
eretta con gli arti inferiori.
Nei
soggetti tetra-paraplegici la mancanza di innervamenti al di sotto della lesione
del midollo spinale e l’impossibilità di attivare la pompa muscolare degli arti
inferiori, che costituiscono una gran parte dei muscoli inattivi, è la
principale causa del ridotto aumento del volume ventricolare fine diastole
(1-2), di conseguenza, secondo la legge di Frank-Starling, si ha un volume di
battito minore.
A
seconda del livello e della completezza della lesione la risposta
cardiorespiratoria e metabolica all’esercizio fisico, risulta come mostrato
nella tabella seguente (Tab. 1)
Tabella 1. Ritmo
cardiaco e ventilazione massima nei soggetti tetra-paraplegici.
Livello lesione R.C. Max Vasocostrizione
Risp. Muscol. Ventil. Max
batt/min (area splancn)
1/min
Sopra T1 120
assente menomata <25
Tetraplegia
T1-T6
160 assente parz. menom.
<60
Paraplegia
Sotto T6
180 parz. assent.
intatta >60
Paraplegia
Fondamentalmente l’innervazione simpatica sino al cuore è assente o disturbata
quando la lesione è al di sopra di T6, e la vasocostrizione splancnica è assente
al di sopra di T6 e disturbata al di sotto di T6. anche l’attivazione dei
muscoli respiratori dipende dal livello della lesione.
Durante l’allenamento sottomassimale, il minor volume del battito è compensato
da un maggior ritmo cardiaco e da una anormale estrazione di ossigeno
arterio-venosa periferica diffusa, tale da soddisfare la domanda metabolica
conseguente all’esercizio. Questa compensazione sembra mutare con l’allenamento.
Nei paraplegici fortemente attivi si può notare un volume di battito normale e
una differenza di ossigeno arterio-venoso (3). Durante la fase massima di
allenamento la pressione cardiaca non compensa appieno il diminuito volume di
battito nei soggetti inattivi, percui si riduce fortemente l’intensità massima
di esercizio (2). Un allenamento più sostenuto può permettere di superare tali
difficoltà.
A
causa di tutti questi meccanismi l’aumento massimo di ossigeno, rilevato nei
soggetti sedentari dopo la prima fase di riabilitazione, sia con ergometro a
carrozzella che a mano, sono rispettivamente di circa 12 ml/kg/min nei
tetraplegici, di 17 o 22 ml/kg/min nei paraplegici con lesioni a livello T1-T5 e
sotto T5 (medie ricavate da varie fonti).
Sono difficili da trovare in letteratura dati che riportino gli effetti di
allenamenti specifici sugli adattamenti cardiorespiratori e metabolici,
conseguenti agli esercizi stessi su un dato individuo. Ciò è dovuto ad una serie
di motivi, tra cui frequenti malattie secondarie, che disturbano temporaneamente
gli effetti positivi dell’allenamento. Per tale motivo la maggior parte dei dati
sono ottenuti da una comparazione intersettoriale piuttosto che da studi
longitudinali, e su diverse attività sportive. Ad ogni modo, dalla letteratura
appare che l’allenamento produca per un aumento submassimale di ossigeno:
-
un aumento di 10-20 ml del volume di battito
-
una diminuzione di 20-40 bpm del ritmo cardiaco ad un dato carico di lavoro
-
una riduzione di 1-2 ml/100 ml della differenza di ossigeno arterio-venoso.
Nella seguente tavola (Tav. 2), vengono forniti alcuni dati provenienti da varie
fonti e da osservazioni personali (4-5), in parte non pubblicati, sull’aumento
massimale di ossigeno in atleti professionisti.
Tav. 2. Aumento
massimo di ossigeno, espresso in ml/kg/min, in atleti professionisti utilizzando
l’ergometro più appropriato (a manovella o a rullo). Per i tetraplegici la
lesione non è completa (il coefficente di variazione è approssimativamente del
10%).
Sport Tetraplegia
Paraplegia
<T1
T1-T5 >T6
Carrozzina track 18
35 43
Pallacanestro 17
33 35
Nuoto 18
30 35
Tennis 14
22 28
Soggetti sani (ergometro a
manovella)
sedentari 21
vogatori
allenati 45
Bibliografia
1. Hopman M. T. Circulatory responses during arm exercise in
individuals with paraplegia. Int. J. Sports Med. 15:126-131, 1994
2. Hopman M. T. Cardiac output in paraplegic subjects at high
exercise intensities Eur. J: Appl: Physiol. 66: 531-535, 1993
3. Davies G. M. and R. J. Shephard Cardiorespiratory fitness
in highly active versus inactive paraplegics Med. Sci. Sport Exerc. 20: 463-468,
1988
4. Veicsteinas A. ed al. Cardiorespiratory adjustements during
exercise in paraplegics. Effects of training and injury level Med.
Sport 51: 63-76, 1998
5. Veicsteinas A. et al.
Cardiorespiratory and metabolic adjustements during submaximal
exercise in polio athlets Med. Sport 51: 361-373,
1998
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