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Il mio obiettivo, dopo vent’anni di
lavoro come istruttore, è di riconsiderare il “Body building”
scevro da tutti i retaggi che questo termine racchiude, un fardello di
pregiudizi ed errate interpretazioni che hanno portato, alla “madre
di tutte le attività sportive”, una così immeritata fama. Troppo
spesso si è abituati a trovare nelle palestre, istruttori le cui
argomentazioni hanno uno spessore inversamente proporzionale ai loro
bicipiti, e a considerare normali, risultati ottenuti barando con l’uso
del doping, diffuso, purtroppo più a livello amatoriale che
professionistico. Ragazzi che, per una sfilata nel bagnasciuga, mettono
a serio rischio la loro salute e quella di questo sport.
Ciò che ne consegue scontenta un po’
tutti; chi vorrebbe praticarlo per migliorare semplicemente la propria
forma, è portato a pensare: “Se è così che si diventa, allora meglio
niente”, chi invece aspirerebbe ad avere un fisico così imponente, li
imita in allenamenti criminali che sono l’anticamera della frustrazione
e terreno fertile per uno scivolone nell’insensato mondo dei farmaci, ed
infine noi, costretti, sembrerebbe, ad una lotta contro i mulini a
vento, ma diventata ormai una guerra culturale che vinciamo ogni volta
che i risultati di un lavoro pulito, soddisfano il binomio diventato un
dogma “sport e salute”. Lungi dal voler fare i moralizzatori… ognuno è
principe di se stesso, niente di personale con chi si dopa, molto da
ridire invece sulla reazione tipica a questo fenomeno: nascondere la
testa sotto la sabbia! Noi la testa siamo abituati a tenerla alta, il
modo migliore per spiegare che il body building “pulito” è l’attività
che, più velocemente ed efficacemente, vi può far raggiungere le vostre
potenzialità genetiche di crescita e tono muscolare e sfatare luoghi
comuni come: “Il lavoro con i pesi ti lega e ti rende goffo”. Sappiate
che per arrivare ad essere “goffi e legati” bisognerebbe raggiungere
livelli di volume muscolare che da naturali sono solo un sogno; oppure:
“nel body building si fa poco stretching”. In una palestra che si
rispetti si cura l’arco completo di movimento in ogni esercizio, che
comprende un’azione di contrazione e una di stretching, per di più con
resistenza, quindi non c’è necessità di dedicargli troppo tempo,
considerando anche la ormai infinita serie di ricerche, pubblicate da
riviste scientifiche accreditate, come il “british medical journal”,
che tendono a confutare il rispetto reverenziale nei confronti di questa
pratica, per troppa gente ed addetti ai lavori considerata
“intoccabile”. Cosa dire poi di barzellette tipo: “Il nuoto è migliore,
fa le spalle larghe, basta guardare i grandi campioni”. A chi lo dice è
mai venuto in mente di fare il percorso inverso in questo ragionamento?
I grandi campioni hanno le spalle larghe perché vengono da una selezione
naturale, visto che per diventare tali, servono certe caratteristiche…
magari sono gli stessi che dicono che il basket fa diventare alti?...
chi lo sa? Allora forse vivere in Cina fa diventare gli occhi a
mandorla?
Angelo Bazzoni
istruttore di sala pesi |