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La periodizzazione
Preparare e organizzare il proprio lavoro in base a dei cicli, potrebbe anche
non rendersi necessario, a patto che si riesca a stabilire una progressione di
carichi tale, da non arrivare mai ad uno stallo durante tutto l’arco di una
stagione. Chi ha un minimo di esperienza nell’ allenamento, sa che questo è
molto difficile se non impossibile. Quindi programmare un’ evoluzione della
routine d’allenamento in base ad una crescente intensità, con settimane di
scarico programmate e ripartenze, è un approccio pressoché doveroso. Alcuni
attribuiscono questa pratica ad una esigenza ispirata da una memoria atavica,
dettata da abitudini che risalgono a 100.000 anni fa, quando l’uomo viveva di
caccia e alternava periodi di grande impegno fisico ad altri di inattività. Sono
gli stessi che con medesimi argomenti, ci vogliono convincere che
l’alimentazione dovrebbe essere simile all’uomo delle caverne, e quindi
iperproteica o iperlipidica. Questi signori probabilmente dimenticano che solo
70.000 anni fa, l’uomo migrò dall’Africa alla conquista del mondo, e da allora
ad oggi, ha avuto persino il tempo di mutare a tal punto, da modificare il
colore della propria pelle a seconda dei climi in cui si è stabilito. Basterebbe
questo piccolo esempio per far cadere tutti questi teoremi basati sulla lentezza
dell’adattamento e dell’evoluzione. Fermo restando che siamo d’accordo sulla
periodizzazione, organizzeremo il lavoro con un’ intensità crescente,
modificando la tabella in base al suo aumento. La prima tabella della stagione
(presumibilmente a settembre), per quanto riguarda un principiante, dovrà
essere tutta in un'unica seduta, cioè facendo lavorare tutto il corpo in un
allenamento, per poi, mentre l’intensità cresce, dividerla in due, poi tre, ed
anche in quattro parti. Questo perché la più alta intensità, giustificherà un
recupero maggiore fra gli allenamenti degli stessi distretti muscolari. Un
atleta avanzato inizierà invece con una tabella divisa in due, dal momento che
la sua esperienza farà si che già dai primi allenamenti avrà la capacità di
allenarsi ad un buon livello di forza. Poiché avrà già un punto di riferimento,
come massimi carichi raggiunti nella stagione precedente, organizzerà la propria
progressione, in modo da arrivare intorno a gennaio ai propri record, così da
avere abbastanza tempo per cercare di superarli. Ma anche in questo modo si
arriverà comunque a degli stalli, che a questo punto del programma dovranno
essere affrontati con una diminuzione del peso, ad esempio del 10%, per poi
ripartire con i micro carichi, aggiungendo ogni tre quattro cicli della tabella,
una settimana di scarico, che può essere: attivo, cioè continuando ad allenarsi
con carichi leggerissimi, o inattivo, se si decide di non andare in palestra. Se
invece le stasi dovessero arrivare verso il finire della stagione, vista
l’impossibilità di avere tempo sufficiente per una ripartenza, si opterà per
altri sistemi mirati all’aumento di intensità, tipo le super serie con il pre
esaust, oppure le ripetizioni forzate, o le negative, e magari anche l’uso delle
catene, tutti metodi avanzati che affronteremo più avanti, spiegandone
accuratamente la loro applicazione.
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