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La giungla delle metodologie Breve storia
Sarebbe difficile stabilire quando,
nella storia dell’umanità, si è capito che sollevando oggetti pesanti, si aveva
una risposta muscolare di un qualche tipo. Forse da sempre.
Sappiamo per certo invece, ciò che la
“letteratura” in materia, ci ha riportato negli anni.
Quindi conosciamo bene quando si presume che
il culturismo, (o body building, che dir si voglia) abbia cominciato ad assumere
le connotazioni attuali, e cioè, non solo dimostrazioni di forza bruta, ma anche
di bellezza e proporzione muscolare, ed ammesso che ciò non succedesse già nella
Roma antica o in Grecia, il padre viene considerato da tutti, l’atleta di
origine prussiana Eugen Sandow (nato nel 1867), che si rese celebre per le sue
dimostrazioni itineranti in Europa e negli Stati Uniti.
Per trovare i veri “responsabili” della
divulgazione moderna del concetto di Body Building dobbiamo spostare lo sguardo
agli anni 40 quando i fratelli Ben e Joe Weider fondarono la International
Federation of BodyBuilders (IFBB), tutt’oggi la più famosa delle federazioni.
Fu il fratello Joe ( mentore di Arnold
Schwarzenegger), l’ideatore di uno dei primi “evoluti” sistemi di allenamento,
che ahimé risulta essere se non l’unico, il più praticato nelle palestre.
I capisaldi di questo metodo sono: una
quantità elevata di esercizi per ogni distretto muscolare, per un numero di
serie che varia da 3 a 5, le piramidali e quant’altro. Ovviamente il tutto con
una frequenza di allenamento di 4/6 giorni la settimana. Le altre metodologie
che si sono susseguite in quegli anni, non mettevano mai in discussione
l’esagerato volume di tutto ciò, ma
se possibile giocavano al rialzo.
Finchè un giorno, un bodyBuilder di nome
Mike Mentzer, mentre chiacchierava con il suo collega Casey Viator, venne a
sapere che uno studioso, Arthur Jones (che inventò le macchine Nautilus,
mettendo a punto il sistema delle camme), stava facendo delle ricerche sulla
risposta muscolare e il recupero, basate sullo studio dello stress di un certo
Hans Selye .
Mike fu folgorato dall’entusiasmo e dal
carisma che Casey attribuiva a quel ricercatore, e fu lo stesso Casey a
spingerlo e quasi a costringerlo a mettersi in contatto con Arthur Jones.
Tornato a casa fece una telefonata che durò
ore.
Quella semplice telefonata fu l’inizio di
una nuova era per il Body Building, mise le basi per una collaborazione tra i
due che durò anni, e che portò alla nascita del metodo ad “alta intensità” che
si contrapponeva in maniera netta, a tutto ciò che era stato prima, classificato
da allora come “alto volume” (compreso il metodo Weider).
A tutt’oggi quando ci si imbatte nella
ricerca di una metodologia valida, che altro non può definirsi che un’ avventura
nella giungla più ostile, si può riconoscere questa netta differenza fra le due
scuole. E nei capitoli successivi cercherò con un approccio scientifico, ma
semplice, di spiegare il perché il metodo ad alta intensità sia più
logico e razionale del metodo ad alto volume. |