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Aumentare l’intensità a fine
stagione e un accenno sulla “definizione”
come
indicavamo nel capitolo sulla periodizzazione, ci si può trovare a fine stagione
con una stasi nei carichi, e non avendo più il tempo necessario per tornare
indietro e ripartire, possiamo sfruttare qualche metodologia che possa tenere
alta l’intensità e farci variare un poco la routin d’allenamento.
Per prima
prendiamo in esame la super serie con il pre esaust, che consiste
nel fare un esercizio di isolamento seguito da un esercizio base dello stesso
distretto muscolare, ad esempio le aperture seguite dalle spinte su panca piana.
Questo perché, portando ad esaurimento il pettorale con un esercizio di
isolamento, abbiamo la possibilità di andare oltre con l’aiuto dell’esercizio
composto come la panca piana, che chiama in causa il tricipite, che non ha
lavorato nelle aperture. Essendo una pratica alquanto “debilitante” è
consigliato fare non più di due super serie per allenamento, quindi nella parte
di spalle e braccia per esempio, essendo interessati tre distretti muscolari,
bisogna fare una scelta, per evitare che il tutto diventi superallenante.
Un’ altra variante può essere quella di
usare le ripetizioni negative e le contrazioni isometriche, cioè
enfatizzando la parte negativa del movimento, o il momento della massima
contrazione. Ad esempio nella panca piana, usare un carico che ci permetta di
eseguire il movimento di ritorno al petto, in quattro cinque secondi,
aumentando nell’allenamento successivo, o il numero delle ripetizioni, o il
tempo della fase passiva del movimento, o in ultima analisi, l’aumento con micro
carichi lasciando costante la durata e le ripetizioni. Entrambe le varianti
prese in esame possono essere “arricchite” da una o due ripetizioni forzate,
con l’aiuto di un assistente. Si può valutare in alcuni esercizi anche
l’ausilio delle catene di Arthur che prendono il nome
dall’inventore Arthur Jones. Si tratta di catene molto grosse che vengono
agganciate alle estremità del bilanciere, e che durante il movimento arrivano ad
adagiarsi a terra, eliminando così il loro peso, ritornando gradualmente ad
incrementare il carico man mano che il bilanciere compie il suo tragitto. Questa
si può dire che sia una rudimentale similitudine con le camme delle macchine,
che riservano il maggiore carico nella parte più facile del movimento,
diminuendolo nella fase più critica, questo darà la possibilità di utilizzare
carichi maggiori aumentando l’intensità.
Chiudiamo
questo capitolo con un accenno su ciò che è più popolare a fine stagione nelle
palestre, l’allenamento di definizione (cioè perdere grasso,
“asciugandosi”,per mettere in evidenza la propria massa muscolare). Fra
tutte le dicerie, fantasie, false credenze, chiacchiere e per usare un
eufemismo, sciocchezze, questa le batte tutte. Si tratterebbe di allenamenti che
prevedono una serie di stereotipi che a volte vengono associati in un folle mix
sconclusionato: iniziando dall’aumento delle ripetizioni a 12/15, diminuendo
così i carichi, accorciando i tempi di recupero fra un esercizio e l’altro, se
non eliminandoli completamente, facendo degli allenamenti a circuito che possono
prevedere esercizi per tutto il corpo, alternati se capita (mi vengono i brividi
solo a dirlo..), a stazioni aerobiche, il tutto talora, ripetuto più volte.
Insomma, trasformando il risultato in un mero allenamento cardiovascolare, che,
“se si è fortunati”, produrrà, quello che in gergo viene chiamata, la
decompensazione, cioè perdita di massa e forza, che è ciò che un atleta, che
punta ad aumentare la propria massa magra, tenta di evitare come la peste,
ancora di più se si è in definizione. Aggiungiamoci il fatto che chi è
in questa fase, si suppone sia in dieta ipocalorica. La domanda è questa: quale
persona di buon senso, in una fase in cui la dieta, che di per se, ha già la
potenzialità per far perdere qualcosa in termini di massa muscolare (deve ancora
nascere una dieta che abbia la miracolosa funzione di far perdere solo ed
esclusivamente grasso), ha la masochistica proposizione di darle il colpo di
grazia con un allenamento sciagurato? Sarà che chi usa steroidi e altro, ha la
capacità di affrontare questa ”via crucis” mantenendo molta, ma molta più
massa muscolare di una persona normale? Deriverà da questo la sua enorme,
smisurata, e assolutamente inspiegabile popolarità? Non aggiungo altro. Mi
permetto solo di suggerire a chi vuole definirsi , di ridurre le calorie
leggermente al di sotto del proprio fabbisogno, questo in base a quanto grasso
dovrà perdere, ovviamente con i principi della dieta mediterranea, e di cercare
di mantenere il più possibile la propria forza negli allenamenti, quindi senza
mai allontanarsi dai precetti dell’ alta intensità, e se è il caso
aggiungere qualcosa in più al normale allenamento aerobico, cioè a basso
impatto, fra il 60 e il 75 % della propria soglia cardiaca massima, o usando
delle formulette un po’ più precise, che tengono conto del battito a riposo,
evitando il più possibile lavori ad alto impatto cardiovascolare, che ripeto,
sono deleteri per chi ha come obbiettivo aumentare la propria massa muscolare.
In conclusione, l’allenamento aerobico, unito al lavoro con i pesi ad alta
intensità, è già di per se un lavoro cardiovascolare eccellente. |