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ALIMENTAZIONE E FITNESS : UN'OCCASIONE
PERSA di
Alberto Masala
E’ fuor di
dubbio che un’alimentazione corretta ed un’appropriata attività fisica producano
benefici effetti in coloro che mettono sapientemente in pratica questi
comportamenti, dal momento che incidono sinergicamente ed in maniera favorevole
su tutti gli indicatori dello stato di salute dell’individuo.
E’ necessario
però specificare cosa s’intende per “alimentazione corretta” e cosa voglia dire
l’assunto “appropriata attività fisica”.
Partiamo però
prima dal definire quali obiettivi debba perseguire una corretta alimentazione:
questi sono essenzialmente due:
1)
Garantire i giusti introiti di principi nutritivi per ottimizzare il rendimento
dell’organismo umano.
2)
Conservare e migliorare la
salute generale dell’individuo prevenendo o correggendo sovraccarichi metabolici
che potrebbero anticipare o provocare l’evento patologico.
Il
primo obiettivo è pertanto quello di assicurare una giusta quantità e
qualità di macro (carboidrati, grassi e proteine) e micronutrienti (sali
minerali e vitamine) per mettere il nostro organismo nelle condizioni di far
funzionare al meglio i propri apparati (scheletrico, muscolare, nervoso etc.),
fin dalla nascita e nelle successive età della vita.
La
seconda finalità,
non meno importante, consiste nel prevenire o ritardare l’insorgenza di malattie
che potrebbero essere favorite da una scorretta assunzione di alimenti, come
succede per esempio per il diabete e la malattia ateromasica (deposizione di
placche all’interno delle arterie e preludio di accidenti cardiovascolari).
L’effetto finale
di questi due obiettivi, raggiungibili peraltro con un’attenta osservanza di
semplici regole dietetiche, porta ad un progressivo miglioramento del livello di
benessere psico-fisico ed alla prevenzione di alcune malattie strettamente
collegate ad una errata assunzione di cibo.
Un obiettivo
esattamente sovrapponibile a quello appena descritto è quello che, più o meno
consciamente, si propongono di raggiungere tutti coloro che si dedicano a quelle
attività genericamente classificate come “attività di fitness” nelle quali, al
posto degli alimenti, si utilizza una vasta gamma di attività fisiche
ricreazionali (aerobica classica, vari tipi di danza, spinning, fitbox,
cardiofitness etc.), differenti quindi dagli sport tradizionali, per perseguire
il medesimi risultati. Queste attività hanno in comune per definizione le
seguenti caratteristiche:
1) L’utilizzo dell’esercizio fisico in forme quantitativamente
e qualitativamente inferiori rispetto ai limiti funzionali di ciascun individuo;
2) La presenza di forme di competizione blande o del tutto
assenti;
3)
L’utilizzo dell’esercizio fisico per limitare gli
effetti dannosi dello stress sulla salute dell’individuo.
Sono pertanto
escluse, almeno in teoria, quelle attività che potenzialmente possono essere
causa di problemi osteo-articolari, muscolari o cardiocircolatori. Il fitness
quindi quando praticato nel modo corretto risponde senz’altro ai criteri di
“appropriata attività fisica” a cui ho fatto prima riferimento.
Il body building
persegue invece altri traguardi che sono finalizzati essenzialmente al
raggiungimento del massimo livello di ipertrofia muscolare. Chi lo pratica in
forma “estrema” ha infatti come obiettivo finale l’aumento della forza ma
soprattutto della massa muscolare, condizioni queste, che spesso si attuano a
discapito della stessa salute. Anche l’alimentazione del “body builder” è
funzionale alla crescita muscolare ed al fine di raggiungere i risultati sperati
questi si avvale spesso di diete sbilanciate in senso iperproteico che fanno
inoltre uso (ed abuso) dell’aggiunta di integratori dalle molteplici
formulazioni.
Sulla base di
quanto detto possiamo senz’altro affermare che il fitness e il body building
perseguono finalità fondamentalmente differenti.
Se accettiamo
questo postulato non si riesce a capire come mai molti tra coloro che praticano
attività di fitness siano spesso succubi, almeno per quanto riguarda i regimi
alimentari, delle metodiche proprie del body building e non seguano piuttosto le
regole proprie della dieta equilibrata di tipo mediterraneo, l’unica che
persegue gli stessi obiettivi “salutistici” del fitness essendo in grado di
indurre significativi miglioramenti estetici senza tuttavia rinunciare ad
ottimizzare il benessere psico-fisico dell’individuo ed ad esercitare una
prevenzione nei confronti di malattie invalidanti.
Chi pratica il
fitness dovrebbe avere una concezione salutista della vita e dovrebbe quindi
rifuggire da qualsiasi tentazione di doping conclamato o mascherato, respingere
l’idea dell’assunzione di diete squilibrate e soprattutto rifiutare l’uso di
integratori dai dubbi effetti.
Purtroppo,
ormai, l’uso ingiustificato di integratori alimentari è consuetudine consolidata
nelle nostre palestre diventate anzi, per ovvio interesse, i principali sponsor
di tali pratiche.
Il mondo del
fitness dovrebbe viceversa farsi paladino di una alimentazione sana, che
utilizzi cibi genuini, privi di ogm e di alcun tipo di additivi chimici. Questi
concetti dovrebbero essere insegnati soprattutto ai più giovani a casa, a
scuola ma anche nelle palestre e centri fitness, ma purtroppo allo stato attuale
questa sembra piuttosto un’occasione mancata. E mentre i giovani rimangono
nell’ignoranza, noi siamo piuttosto pervasi da un sentimento di tristezza nel
vederli versare nel latte del mattino proteine sintetiche di dubbia provenienza
al posto del cacao o dell’orzo. E piuttosto che inzuppare qualche fragrante
biscotto o mangiare una sana fetta di pane e marmellata li osserviamo
ingurgitare barrette dai gusti orripilanti. Ma che delusione!
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