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LA VISITA PER IL FITNESS
di
Alberto Masala
Il
fitness è diventato il più importante “sport“ degli italiani come numero di
praticanti
Spinning, stepper, cardiofitness, circuito aerobico sono parole entrate a far
parte della nostra quotidianità ; un esercito di nuovi appassionati , un tempo
lontanissimi dallo sport per difficoltà logistiche o per scelta, riempie oggi
le palestre con motivazioni differenti ma tutte miranti ad un miglioramento del
proprio stato di benessere , tuffandosi con passione nelle nuove proposte che
puntualmente ci pervengono da oltre oceano.
Spesso però ci si dimentica che l’aerobica il body building ed il
cardiofitness sono degli “sport”, delle “attività fisiche” che impegnano più o
meno duramente il nostro apparato cardiovascolare e muscolo-tendineo; ci si
dimentica sopratutto che possono anche nuocere se scelte in modo errato o se
praticate in modo errato.
Fondamentale pertanto è la scelta dell’attività tra le tante possibilità che la
palestra ci offre.
Fondamentale è l’accertamento dell’integrità dell’apparato cardiocircolatorio e
muscolo-tendineo.
E’
compito del medico sportivo mediante una visita completa, che va ben
oltre il semplice certificato di idoneità, fare una valutazione anamnestica,
cardiovascolare, antropometrica osteoarticolare, psicologica dell’aspirante
atleta per potergli consigliare l’attività più adatta alle proprie
caratteristiche psicofisiche .
E’
compito dell’istruttore insegnargli tecnicamente il gesto atletico, seguirlo,
correggerlo e coinvolgerlo nelle varie sedute collettive.
Primo ed importantissimo tempo della visita è la raccolta attenta
dell’anamnesi sia per quanto riguarda le abitudini del soggetto ( fumo; numero
delle sigarette; numero dei pasti e quantità del cibo; professione; sport
praticati ) sia per quanto riguarda la presenza di eventuali patologie.
Non
dimentichiamo, infatti, che l’età media dei frequentatori delle palestre si sta
progressivamente innalzando: pertanto è normale che nella fascia di età compresa
fra i 30 de i 60 anni troviamo diversi casi di ipertensione arteriosa, squilibri
tiroidei, diabete, malattie reumatiche e numerosi casi di artrosi, sopratutto
alla colonna vertebrale.
La
presenza di tali patologie non pregiudica affatto la pratica sportiva; ma,
considerando anche l’assunzione quotidiana di farmaci alla quale questi soggetti
sono obbligati, è assolutamente necessario, come facilmente si può intuire,
cercare il modo più utile per influenzare positivamente l’evoluzione di tali
malattie. E’ notorio, infatti, per esempio, come un’attività aerobica possa
migliorare l’ipertensione arteriosa mentre al contrario il body building possa
aggravarla.
La valutazione cardiovascolare oltre ad accertare l’integrità
dell’apparato cardiocircolatorio deve mirare ad individuare i fattori di rischio
dell’infarto miocardico ( fumo, ipertensione, età, diabete, obesità );
è indispensabile per tutti eseguire un elettrocardiogramma basale ogni anno;
mentre per coloro che hanno più fattori di rischio, per coloro che intendono
praticare lo spinning o il cardiofitness, per i quarantenni ed oltre sarebbe
opportuno eseguire anche un ecocardiogramma e un test massimale da sforzo da
ripetere ogni due o tre anni.
La valutazione antropometrica ( peso, altezza, pliche e circonferenze
cutanee ) consiste essenzialmente nella determinazione della composizione
corporea che ci da l’esatta distribuzione distrettuale del grasso sottocutaneo e
viscerale; è un parametro indispensabile nella preferenza di una attività ad
alto consumo energetico ( cardiofitness, spinning,
aerostep) a scapito di quelle a basso dispendio calorico.
La valutazione osteo-articolare riveste particolare importanza
soprattutto per quelle patologie che possono evolvere in senso
cronico-degenerativo ( alterazioni del disco intervertebrale, tendinopatie,
condromalacia della rotula ), specie se la regione anatomica interessata viene
sollecitata in modo esasperato, come accade sovente in molti esercizi del body
building ( squat, stacchi da terra e vogatore deleteri per la colonna vertebrale
o nell’aerobica ad alto impatto con sollecitazioni pericolose a carico delle
strutture tendinee della caviglia e delle vene della gamba)
Infine per ultimo, ma non meno importante, la valutazione psicologica con
la quale cerchiamo di capire non solamente le motivazioni che hanno spinto il
soggetto in palestra ( miglioramento del proprio aspetto fisico, problemi di
sovrappeso, riabilitazione ortopedica consiglio del medico etc. ) ma sopratutto
gli obiettivi, spesso esagerati e non sempre compatibili con le proprie
potenziabilità fisiche.
La valutazione finale, pertanto, deve essere finalizzata non tanto alla
concessione dell’idoneità (ritengo infatti che tutti possano frequentare la
palestra), ma deve dare quegli elementi utili per consigliare al soggetto
l’attività giusta per avere il massimo beneficio psico-fisico e senza rischiare
di aggravare patologie preesistenti.
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