Medicina dello sport

                                  Cardiologia  COCIS 2009

HOME

ABOUT US

SITE MAP

CONTACT US

MEDICINA SPORTIVA ALIMENTAZIONE ASINARA FOTOGRAFIA SAN GAVINO

Archivio congressi

Argomenti Centri di Medicina dello Sport Relatori Autori Tutti gli articoli Eventi

www.ambrosiafitness.it  >

 Articoli >

Cardiologia dello sport

Classificazione degli sport in relazione all'impegno cardiovascolare

Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico COCIS 2009

CLASSIFICAZIONE DEGLI SPORT IN RELAZIONE ALL’IMPEGNO CARDIOVASCOLARE

INTRODUZIONE

Una classificazione degli sport, aggiornata ed esauriente, rappresenta un strumento operativo di fondamentale importanza per il lavoro quotidiano dello specialista in medicina dello sport e del cardiologo consulente, i quali debbono conoscere non solo organi, distretti e funzioni impegnati nella pratica delle diverse attività sportive, ma anche le caratteristiche fisiologiche e tecniche che le contraddistinguono, nonché il “rischio cardiovascolare”, reale o ipotetico, che ciascuna di esse comporta. L’esigenza di catalogare le discipline sportive per fini scientifici o pratici si è sempre scontrata, tuttavia, con l’oggettiva difficoltà di identificare criteri tali da consentire una classificazione semplice, facilmente consultabile ed allo stesso tempo sufficientemente analitica, rappresentativa delle risposte fisiologiche dell’organismo in quel determinato sport. Da un punto di vista strettamente fisiologico, le attività sportive sono state classificate in passato secondo modalità diverse, utilizzando uno o più parametri biologici. La classificazione più utilizzata nel nostro Paese è stata senz’altro quella proposta da Dal Monte, basata da un lato sulle prevalenti sorgenti energetiche utilizzate nel lavoro muscolare (anaerobiche alattacide o lattacide, aerobiche) e dall’altro sulle caratteristiche biomeccaniche proprie dei gesti sportivi delle singole discipline. Tale classificazione è tuttora largamente utilizzata dagli specialisti in medicina dello sport, dai fisiologi e dagli allenatori, pur avendo subito opportuni aggiornamenti, dettati dalla necessità di modificare l’inquadramento delle discipline nelle quali più sensibili sono stati i progressi atletici e le innovazioni tecniche, nonché dall’esigenza d’inserirne altre completamente nuove. Eguali difficoltà sono state incontrate in passato nel classificare le diverse attività sportive in base all’impegno cardiovascolare che esse comportano. La valutazione di questo aspetto, peraltro,  è determinante ai fini della formulazione del giudizio di idoneità o inidoneità, particolarmente in presenza di cardiopatie o anomalie cardiache, che di per sé non costituiscono causa assoluta di esclusione dall’attività sportiva. L’impegno cardiaco, infatti, può essere costante nel tempo, come avviene nelle discipline aerobiche di lunga durata (maratona, sci di fondo, ciclismo, nuoto, ecc.), oppure intermittente, come nei giochi sportivi con la palla (attività aerobico-anaerobiche alternate), senza che ciò diversifichi molto sul piano del rischio cardiovascolare i due tipi di attività sportive. Sforzi brevi, a brusco inizio e/o termine, purché sufficientemente intensi, possono avere maggiore potenzialità aritmogena rispetto a sforzi sia pure massimali ma iniziati e terminati in modo graduale. Analogamente, l’arresto brusco dopo sforzi di elevata intensità risulta spesso molto più perturbante dal punto di vista emodinamico (vedi ad es. sincope post-esercizio) ed aritmico che non qualsiasi altra condizione propria dell’attività sportiva. In aggiunta, attività sportive caratterizzate da un aumento moderato della frequenza cardiaca, accoppiato a marcate elevazioni della pressione arteriosa, possono risultare dannose nelle patologie vascolari e nell’ipertensione arteriosa. Negli sport a prevalente impegno neurosensoriale (“neurogeno”), l’impegno cardiaco può apparire modesto dal punto di vista emodinamico ed è invece notevole sul piano della sollecitazione neuro-ormonale, soprattutto adrenerg i c a , anche se quest’ultima da sola non è probabilmente sufficiente a determinare un rischio cardiaco reale se non in casi eccezionali. È noto, inoltre, come la risposta cardiovascolare ed i relativi adattamenti possano essere ben differenti quando vengono impiegati gli arti superiori rispetto agli arti inferiori (Fig. 1 e Fig. 2) o quando l’esercizio è isotonico rispetto a quello isometrico (Fig. 3). Un altro aspetto non trascurabile nella definizione del rischio cardiovascolare nello sport è rappresentato dal cosiddetto rischio intrinseco, proprio di talune attività sportive in relazione all’ambiente sfavorevole nel quale si svolgono (sport subacquei, alpinismo, sport motoristici, ecc.). In queste discipline, l’eventuale insorgenza di episodi presincopali o sincopali, qualsiasi ne sia la causa (vedi capitolo sulle Aritmie), può risultare molto più pericolosa per l’atleta ed eventualmente per gli spettatori (sport motoristici). Da questo stesso punto di vista, sia pure in termini probabilistici, è ragionevole supporre che il rischio cardiovascolare sia aumentato negli sport di contatto, nei quali possono verificarsi traumi contusivi toracici o violente stimolazioni cardiache riflesse (traumi cranici, stimolazioni algogene intense, ecc.) in grado di facilitare l ’ i n s o rgenza di fenomeni aritmici per lo più di tipo bradicardico. Nonostante quanto detto, è bene sottolineare ancora una volta che le reciproche interrelazioni fra esercizio sportivo ed apparato cardiovascolare non sempre sono riconducibili a schemi fisiopatologici e meccanismi semplici. L’impegno cardiocircolatorio, ed il rischio ad esso conseguente, che contraddistingue le diverse discipline sportive, ancorché classificabile in gruppi ragionevolmente omogenei, rimane comunque variabile in relazione, oltre che alle caratteristiche proprie dello sport in esame, anche a fattori interni ed esterni contingenti, quali patologie intercorrenti, lo stato psichico dell’atleta, le condizioni atmosferiche, etc. È da tenere ben presente, inoltre, che la tipologia degli allenamenti, specie in atleti di buon livello o fortemente impegnati nell’attività sportiva, impone adeguamenti cardiovascolari, respiratori, metabolici e muscolari ben diversi rispetto a quelli richiesti in occasione della prestazione agonistica vera e propria. In allenamento, qualunque sia lo sport praticato, molto spesso si raggiungono intensità di esercizio aerobico, anaerobico, lattacido e alattacido massimali; di ciò il medico dello sport deve tenere conto con un’adeguata e mirata anamnesi sportiva.

Classificazione degli Sport in relazione all’impegno cardiovascolare

 

Fig. 1 – Frequenza cardiaca in funzione del consumo di ossigeno. Confronto di valori in un atleta di medio livello. A parità di consumo di ossigeno la frequenza cardiaca è notevolmente più elevata se l’esercizio impegna i soli arti superiori rispetto ai soli arti inferiori o ai quattro arti contemporaneamente (da di Prampero e Veicsteinas, Fisiologia dell’Uomo, ed. Edi Ermes, Milano, 2005).

Fig. 2 – Pressione arteriosa in funzione del consumo di ossigeno durante esercizi con arti superiori o inferiori. Atleta di medio livello. A parità di consumo di ossigeno la pressione è nettamente più alta effettuando l’esercizio con gli arti superiori (Modificato da Wilmore e Costill, Fisiologia dell’esercizio fisico e dello sport. Calzetti Mariucci ed.). ( L/ min)

Fig. 3 – Gettata cardiaca in funzione del consumo di ossigeno durante esercizio isotonico (a) e isometrico (b) con arti superiori o inferiori e in diverse posizioni del corpo. A parità di dispendio energetico la gettata cardiaca è nettamente superiore nell’esercizio isometrico rispetto all’esercizio isotonico ed è moderatamente più elevata nell’esercizio effettuato con gli arti superiori (da: P. Cerretelli. Fisiologia dell’esercizio. SEU. Roma).

CLASSIFICAZIONE

È opportuno premettere che la presente classificazione ha solo valore indicativo e risponde a finalità eminentemente pratiche, ovvero quelle inerenti la formulazione, da parte del medico dello sport e del cardiologo consulente, di un giudizio attendibile relativamente all’accertamento del rischio cardiovascolare. La classificazione delle attività sportive in relazione all’impegno cardiocircolatorio è basata principalmente sull’analisi del comportamento di alcuni parametri di facile rilievo, quali la frequenza cardiaca (FC) e la pressione arteriosa, e sulla loro integrazione con i parametri fisiologici al fine di prendere in considerazione tre indici fondamentali: resistenze periferiche (RP), gettata cardiaca (GC) e grado di stimolazione adrenergica, quest’ultima legata anche ad influenze emozionali. Nella Tab. 1 sono riportati, in modo sinottico, i criteri di valutazione del comportamento di FC, RP e GC che hanno permesso di identificare 4 gruppi classificativi delle attività sportive. Si è così cercato di venire incontro alle problematiche dei medici dello sport, revisionando una classificazione che, anche se sempre  mirata alla valutazione delle problematiche cardiovascolari connesse al giudizio di idoneità all’attività sportiva agonistica, tenesse conto delle esperienze di 20 anni del COCIS e quindi fosse maggiormente adattata alle reali problematiche della pratica medica giornaliera.

Tab. 1

 

FC

RP

GC

Gruppo A

+

  = =/+
Gruppo B ++/+++  =/+ =/+
Gruppo C ++/+++  ++/+++ ++
Gruppo D1 +/++/+++  +/++ +/++
Gruppo D2 ++/+++ =/+ ++/+++

 Uno degli aspetti più significativi dei quali si è tenuto conto in questa nuova versione della classificazione riguarda la considerazione che sovente, nei programmi vengono inserite modalità di allenamento di tipologia molto varia (ad esempio il potenziamento muscolare negli sport di endurance) e differenti da quelle specifiche di gara. Per questo motivo, ed essendo impossibile proporre una suddivisione degli sport in funzione della tipologia del carico allenante, si è scelto di inserire nella classificazione un gruppo caratterizzato da un impegno cardiocircolatorio di tipo prevalentemente pressorio, laddove le resistenze periferiche giocano un ruolo importante durante l’allenamento più che nella competizione. Sono state, inoltre, eliminate le attività sportive non competitive, argomento sviluppato in maniera più specifica nel documento di consenso della prescrizione dell’esercizio fisico in ambito cardiologico. Riteniamo interessante, per concludere, stimolare il Medico dello Sport ed il cardiologo consulente a considerare che in alcuni sport (atletica leggera, ciclismo, nuoto, etc.) sono presenti diverse specialità sportive, ciascuna delle quali determina risposte ed adattamenti cardiovascolari del tutto peculiari (vedi ad esempio le specialità di velocità, salti e lanci nell’atletica, oppure velocità, downhill, BMX nel ciclismo). Non sarebbe inopportuno, nel futuro, ipotizzare che la certificazione di idoneità venga rilasciata non più per tipologia di sport (in base al decreto ministeriale del 1982), ma per “specialità sportiva”, come già avviene, peraltro, per alcuni sport (Sport Invernali, Nuoto, ad esempio). Per la classificazione negli sport per disabili in base al D.M. 4 marzo 1993 si rimanda al capitolo specifico.

Gruppo A

 Gruppo A: attività sportive con impegno cardiocircolatorio di tipo “neurogeno”caratterizzato da incrementi principalmente della frequenza cardiaca da minimi a moderati (senza significativi aumenti della gettata) dovuti, soprattutto in competizione, alla componente emotiva

Bocce (raffa e petanque), Bowling, Curling, Birilli
Golf
Pesca sportiva (attività marittime ed acque interne)
Sport di tiro (tiro a segno, a volo, con l’arco, ecc.)
Caccia sportiva
Biliardo sportivo
Bridge, Dama, Scacchi

Gruppo B

Gruppo B: attività sportive con impegno cardiocircolatorio di tipo “neurogeno”caratterizzato da incrementi principalmente della frequenza cardiaca da medi ad elevati (e lievi della gettata cardiaca e delle resistenze periferiche)

1Automobilismo (velocità, rally, autocross, regolarità, slalom nazionale,karting)
1Aviazione sportiva
Equitazione
1Motociclismo (velocità)
1Motonautica
1Paracadutismo
1Pesca sportiva, Immersioni Apnea*-ARA, Pesca subacquea, Foto sub, Video sub, Tiro subacqueo
Vela

1 Considerare il rischio intrinseco.

* Considerare che il nuoto in apnea determina una significativa bradicardizzazione.

Gruppo C

Gruppo C: attività sportive con impegno cardiocircolatorio di tipo prevalentemente pressorio   caratterizzate da frequenza cardiaca da elevata a massimale, resistenze periferiche da medie ad elevate, gettata cardiaca non massimale

1Alpinismo

1Arrampicata sportiva
Atletica leggera (velocità, lanci, salti, eptathlon*, decathlon*)
1Bob, Slittino, Skeleton
Cultura fisica
Ciclismo (velocità, keirin, mountain bike downhill, BMX)
Ginnastica artistica
1Motociclismo (motocross, enduro, trial)
Nuoto sincronizzato
Pesistica
1Sci nautico
1Sci slalom, Sci gigante, Super G, Discesa libera, Sci alpinismo, Sci di velocità, Sci carving, Sci d’erba, Snowboard, Salto
Surfing
Tiro alla fune

Tuffi

1Considerare il rischio intrinseco.

* Considerare che in queste specialità sono comprese prove di corsa di media durata a rischio aritmogeno.

Gruppo D: Attività ad impegno cardiocircolatorio da medio ad elevato

D1:   caratterizzate da variabile andamento della FC, delle resistenze periferiche e della gettata cardiaca

Badminton
Baseball
Bocce (volo)
Calcio, Calcio a cinque
Canoa polo
2 Football americano

Ginnastica ritmica, Twirling

2Hockey su ghiaccio, su pista, su prato, 1subacqueo

2Lotta, Judo, Karate, Taekwondo, Kendo, Wushu kung fu
Pallacanestro
Pallamano
2Pallanuoto
Pallapugno
Pallavolo, Beach volley
Polo
2Pugilato, Kick boxing
2Rugby, 1Rugby subacqueo
Scherma
Softball
Squash
Tamburello
Tennis
Tennis tavolo

1 Considerare il rischio intrinseco

2 Considerare il rischio traumatico

Gruppo D: Attività ad impegno cardiocircolatorio da medio ad elevato

D2:   caratterizzate da regolari incrementi submassimali o massimali della frequenza e della gettata cardiaca, e da ridotte resistenza periferiche
Atletica leggera (mezzofondo, fondo, marcia, maratona, ultramaratona, corsa in montagna, corsa campestre)
Biathlon
1Canottaggio, Canoa olimpica, Canoa fluviale
1Ciclismo (inseguimento individuale e a squadre, corsa a punti, americana, linea, cronometro individuale, mountain bike cross country, ciclocross)
Combinata nordica
Danza sportiva

Nuoto

Nuoto pinnato
Orientamento
Pattinaggio sul ghiaccio, Pattinaggio a rotelle, Pattinaggio artistico ed altre specialità di figure
Pentathlon Moderno
Sci di fondo
Triathlon
1Wind surf
1Considerare il rischio intrinseco

 

Indice dei Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico COCIS 2009

Comitato COCIS 4° edizione "Del ventennale " Prefazione

Classificazione degli sport in relazione all’impegno cardiovascolare

Lo screening cardiologico dell’atleta

Aritmie cardiache e condizioni cliniche potenzialmente aritmogene

Cardiopatie congenite e valvolari acquisite

Cardiomiopatie, miocarditi e pericarditi

Ipertensione arteriosa sistemica

Cardiopatia ischemica

L’idoneità cardiologica in presenza di problematiche specifiche:   L’atleta master

L’idoneità cardiologica in presenza di problematiche specifiche: L’atleta paralimpico

L’idoneità cardiologica in presenza di problematiche specifiche: L’atleta diabetico

Gli ambienti straordinari

Valore e limite dei test genetici in Cardiologia dello sport cocis genetica.htm

Aspetti medico-legali ed organizzativi

Effetti cardiovascolari dei farmaci di interesse medico sportivo

HOME

ABOUT US

SITE MAP

CONTACT US

MEDICINA SPORTIVA ALIMENTAZIONE ASINARA FOTOGRAFIA SAN GAVINO

www.ambrosiafitness.it

Il contenuto delle pagine di questo sito , testi e fotografie , è di proprietà esclusiva dell'associazione Ambrosia , sede legale via Petronia  n 43 Portotorres   ( SS )  tel. e fax 079513053  :é pertanto coperto dal copyright e  non  può essere  riprodotto in toto o in parte senza un'autorizzazione scritta. .