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La massima prestazione sportiva della donna risulta attualmente di
circa il 10% in meno di quella dell’uomo : dovuta essenzialmente ad
una minor massa muscolare , ad un minor volume cardiaco e ad una
minore quantità di emoglobina.Il corpo della donna era finalizzato
solo alla riproduzione .Ora non è piu’ così : potrà modificarsi nel
tempo? Forse ! , fra 100-200 anni le differenze potranno scomparire.
Innanzi tutto è necessario individuare quali siano i parametri
fondamentali di una prestazione sportiva.
La performance
sportiva di un atleta
è data dalla somma di differenti qualità antropo-fisiologiche
( genetiche ed in parte acquisibili o migliorabili mediante
l’allenamento ) e dalla somma di qualita’ tecniche ,
anch’esse genetiche ed acquisibili.
Ed è normale che l’importanza di queste qualità sia differente da
sport a sport : nel senso che la forza può essere determinante nel
sollevamento pesi ed essere insignificante negli sport di destrezza
come il tiro al piattello o la vela.
Fondamentale è poi il cosiddetto “carattere”, parola che
racchiude in se una serie di qualità mentali , determinanti per
conseguire risultati a grande livello , come la capacità di
concentrazione , la capacità di soffrire , il coraggio ,
l’intelligenza tattica , la voglia di emergere e di vincere , il
credere in se stessi : qualità genetiche ma anche acquisibili
soprattutto nella maturità sportiva dell’atleta ed influenzabili e
migliorabili dall’ambiente di lavoro ( tecnico , allenatore ,
equipe etc. )
Vediamo ora di analizzare analiticamente queste qualità tra uomo e
donna e vederne le differenze.
Per quanto riguarda il gesto tecnico in generale non
vi sono differenze significative tra uomo e donna : nel senso che
la perfezione del gesto tecnico è individuale e non legata al sesso
: la pedalata della Longo o la sciata della Compagnoni non erano
tecnicamente inferiori a quelle di Pantani o Tomba se non nella
potenza.
Antropometria :da un punto di vista
antropometrico , la donna è in media di statura minore con un
rapporto tronco-arti inferiori maggiore e quindi proporzionalmente
piu’ corti rispetto all’uomo.Per la proporzione che esiste fra le
varie parti del corpo in rapporto alla statura complessiva , gli
arti superiori risultano in media piu’ corti nella donna.Ne consegue
che quando gli arti fungono da leve , risultano ridotti rispetto ai
maschi i bracci di leva sia di potenza , sia di resistenza , per cui
, gia’ indipendentemente dalla forza sviluppabile dai muscoli ,
l’azione esterna risulta meno efficace , ossia minori la forza e il
lavoro prodotto.Anche il peso corporeo è mediamente inferiore a
quello dell’uomo.Ma soprattutto è la differente composizione
corporea che penalizza la donna : mediamente la massa grassa
nella donna è del 25% mentre nell’uomo è del 15%:
mentre il tessuto muscolare risulta circa del 36%
nelle femmine contro il 45% dei maschi.
Potenza e capacità
aerobica
: dipende soprattutto dal cuore e dal sangue : il
volume medio del cuore è superiore nell’uomo ( 800cc contro i 650cc
) e pertanto la massima portata cardiaca risulta inferiore nella
donna ; valori di emoglobina , e di globuli rossi e di quantità
totale di sangue inferiori di circa il 20-25% nella donna , che
risente oltretutto dei flussi mestruali mensili nel corso dei quali
si ha perdita di globuli rossi.
Potenza e capacità
anaerobica
: le doti anaerobiche risentono delle caratteristiche istologiche ed
enzimatiche muscolari.In conseguenza di questo , la potenza
anaerobica risulta inferiore nelle femmine già dall’età infantile e
si accentua dopo la pubertà , per divenire circa il 70-80% rispetto
ai maschi.
Forza
.
dipende anch’essa dalla massa muscolare.Per quanto riguarda la
percentuale di fibre FT e ST non vi sono differenze significative :
pero’ le donne hanno delle fibre mediamente piu’ piccole.E sebbene
la forza muscolare per cm2 è uguale fra maschi e femmine della
stessa età , la forza massima estrinsecabile risulta nelle donne
inferiore a parità di peso corporeo dal 17% al 28% , secondo i
gruppi muscolari.Le differenze maggiori tra i due sessi sono state
rilevate piu’ per la parte superiore del corpo , che non per gli
arti inferiori.Con l’allenamento la forza della donna aumenta , ma
il guadagno è minore rispetto all’uomo.
Mobilità articolare
: l’uomo
ha una flessibilità maggiore della donna per quanto concerne le
spalle ed il tronco mentre la donna ha una maggior flessibilità agli
arti inferiori , specialmente nell’abduzione .
Il carattere
:
indubbiamente in questi ultimi anni lo sport femminile ha compiuto
dei passi da gigante; una delle carte vincenti che la donna ha a
disposizione è senz’altro la grande voglia di emergere unita alla
grande capacità di soffrire.
In generale la
massima prestazione sportiva della donna risulta di circa il 10% in
meno di quella dell’uomo
Nonostante questi dati incontrovertibili depongano per
l’impossibilità che nell’immediato futuro la donna possa
raggiungere l’uomo nelle prestazioni sportive è necessario fare
delle ulteriori considerazioni e interpretare alcuni fatti che
invece sono favorevoli a tale ipotesi , magari in un futuro più
lontano.
Innanzi tutto il fisico dell’uomo , nei vari secoli , è stato
modellato per la pratica della caccia e della guerra ( due attività
essenzialmente muscolari molto affini allo sport ) mentre quello
della donna è stato finalizzato esclusivamente alla riproduzione con
conseguente minor sviluppo della massa muscolare e con notevole
incremento della massa grassa , essenziale per la gravidanza e
l’allattamento.Sappiamo però che almeno nei paesi occidentali la
donna , pur non disdegnando la maternità , ha raggiunto la parità
con l’uomo praticando sport pesanti e facendo professioni
“tipicamente” maschili come ad esempio il poliziotto ed il soldato.Di
fatto la donna ha cambiato il proprio ruolo trasformando
progressivamente il proprio fisico non più finalizzato alla
riproduzione ; potremo pertanto ipotizzare che fra 100-200 anni le
differenze biologiche che attualmente esistono fra uomo e donna
possano notevolmente diminuire se non addirittura annullarsi.
In secondo luogo lo sport femminile ad un certo livello agonistico è
molto più giovane di quello maschile; è nato infatti poco piu’ di 40
anni fa , all’incirca nel 1960 .Se infatti analizziamo le Olimpiadi
moderne fin dalla prima edizione di Atene del 1896 ( dove peraltro
non c’erano donne ) vediamo che precedentemente alle Olimpiadi di
Roma ( 1960 ) le donne erano presenti in poche specialità e sempre
con una partecipazione con puro spirito di dilettanti.Dal
1960
in poi le cose sono cambiate ma solamente negli ultimi 10 anni la
donna ha raggiunto traguardi giudicati per tanto tempo impossibili
al gentil sesso : e questo è avvenuto perché si è allargata la base
delle praticanti ( pensiamo solamente a interi continenti come
l’Africa o l’Asia esclusi per ovvie ragioni dallo sport mondiale )
ma soprattutto perché si sono affinate le tecniche di allenamento
usando le stesse metodologie applicate all’uomo.
Che ultimamente le cose stiano cambiando è dimostrato poi
dall’incredibile tempo che un’atleta ha stabilito nella maratona
femminile nell’ultima edizione di Londra e che ha eguagliato quello
maschile di
Abebe Bikila
del 1960 ; ed è di questi ultimi anni la grande impresa di Tanya
Streeter che nell’immersione in assetto costante ha battuto sia il
record maschile sia quello femminile , scendendo a 122 metri.E’ il
primo record assoluto che una donna conquista negli sport dove non
ci sono categorie legate al sesso.Che sia il primo di una lunga serie?
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