DOSSIER DIETE  di Alberto Masala

 

La statistica dice che ogni italiano introduce oggi, in media, 800 chilogrammi di cibo all'anno, ma nel corso degli ultimi trent’anni il consumo alimentare è aumentato di 170 chilogrammi per persona, un incremento di più del 20%!. Negli anni ‘90 la razione alimentare giornaliera degli italiani è stata di 117 grammi di proteine (prevalentemente animali), 120 grammi di lipidi e quasi 14 grammi di sale. Confrontando questi dati con quelli relativi agli anni ‘50, l’apporto proteico totale è aumentato del 46%, (ma quelle di origine animale del 160%!), quello in grassi del 120% mentre l’apporto in sale è cresciuto del 200%!.

 L’ovvia conseguenza, ovvia in quanto già sperimentata prima di noi dalla popolazione degli Stati Uniti, è stata quella di innalzare, nell’arco dello stesso periodo di tempo, di oltre mille calorie la disponibilità pro capite media giornaliera in energia e di aumentare in misura più che considerevole l'incidenza delle malattie correlate all’abuso alimentare (malattie dismetaboliche), dal momento che, a questo eccesso calorico, non ha fatto riscontro un parallelo incremento del dispendio energetico, anzi tutt’altro.

 

Un famoso"obesiologo" americano, già alla fine degli anni ‘50, asseriva:

La maggior parte dei pazienti obesi non prende parte a nessun trattamento e la maggior parte di quanti dichiarano di sottoporsi ad un trattamento dietoterapico non lo eseguono correttamente. La maggior parte di quanti si mettono a dieta non perdono peso, e la maggior parte di quelli che perdono peso lo riacquistano rapidamenete”,un vero e proprio disastro! Roba da scoraggiare anche il migliore “ben intenzionato”.

Peraltro, un grande nutrizionista nostrano, Eugenio Del Toma, ha recentemente scritto:

In ambito sportivo esiste da sempre una sovrastima, ingenua e fideistica, delle alchimie nutrizionali e una piena disponibilità ad attuarle. Questo fatto, ha favorito da sempre il diffondersi di diete o di suggerimenti nutrizionali privi di qualsiasi legittimazione scientifica, salvo un eventuale effetto placebo, enfatizzato dagli atleti o dal loro entourage, quasi sempre come equivalente lecito del doping

In sintesi si potrebbe dire che:

La maggior parte di quanti sono sovrappeso o francamente obesi non segue alcuna dieta. Molti, tra quanti si adoperano per dimagrire non ottengono alcun risultato e vanno allora alla ricerca di una scorciatoia che non implichi però rinunce e sacrifici. Questi, come pinocchio, finiscono per credere ai gatti ed alle volpi che bazzicano intorno a questo mondo i quali promettono facili quanto improbabili miracoli usando diete ed alchimie nutrizionali privi di alcun fondamento. Molti tra quanti poi riescono a raggiunger, sia pure malamente, il risultati tanto attesi, finiscono anch’essi per il riguadagnare il peso perduto.

Ho sempre creduto che questo atteggiamento sia alla base dell’incredibile proliferare di diete che, non senza una punta di cattiveria, ci vengono proposte all’inizio dell’estate in coincidenza con la fatidica “prova costume”

 

Ma come è possibile districarsi fra tutte queste diete e quali sono i parametri che ci permettono di considerare valida una dieta piuttosto che un’altra?

Come prima regola bisogna evitare accuratamente le diete squilibrate, e rifarsi al solito vecchio quanto valido motto “in medio stat virtus”. Bisogna poi evitare, una volta messici d’impegno, di cadere nel circolo vizioso della, "Weight Cycling Sindrome", o "sindrome dello yo‑yo”, che, come ben sanno quanti vi rimangono invischiati, finisce per restituire, con gli interessi, il peso perso per effetto di un programma dietetico errato. Mi dispiace purtroppo informare questi sfortunati, che il peso “riacquistato” è anche qualitativamente peggiore di quello originario, giacchè più ricco in massa grassa. Non solo, ripetuti periodi di eccessi calorici dopo restrizioni inadeguate possono determinare, paradossalmente, un incremento piò stabile del peso corporeo e della massa grassa.

Ma si sà, l’imperativo è dimagrire, non importa come, ma decisamente meglio se tanto ed in fretta. Niente di più errato!. Deve essere ben chiaro a quanti si cimentano con una simile intrapresa che un corretto programma alimentare deve rispondere a due essenziali requisiti: in primo luogo deve assicurare una giusta quantità ed una qualità di macro e micronutrienti, ciò che permette al nostro organismo di far funzionare al meglio i propri organi e apparati. Mentre il secondo requisito, vuole che in ogni caso e senza eccezioni, una dieta sia finalizzata a conservare e migliorare la salute generale, prevenendo o correggendo carenze o sovraccarichi metabolici, in modo da evitare o, nel caso peggiore ritardare, l’insorgenza di stati patologici. Pertanto nel giudicare le varie diete che di continuo ci propinano dobbiamo come prima cosa verificare se rispondono a tali requisiti fondamentali.

 

Cerchiamo allora dare qualche lume su alcune tra diete più note.

 

Dieta Dukan

Dieta Vegetariana

Dieta Vegetaliana

Diete iperproteiche (quota proteica

Dieta Scarsdale 

Dieta Atkins 

Dieta dissociata

Cronodieta

Dieta della frutta

Dieta del minestrone

Pasti sostitutivi (liquidi, barrette)

Sostanze bruciagrassi

Dieta a zona

Dieta mediterranea

 

 

Dieta Dukan

Nuova ed inutile dieta iperproteica, la dieta Dukan propone un programma  in 4 fasi che includono sopratutto alimenti ricchi di proteine.
 
Prima Fase d’urto : si mangiano solo proteine e cioè carne bianca e rossa, pesce, frutti di mare, latticini a base di latte scremato. Si effettua per 3–10 giorni a seconda dell’obiettivo da raggiungere.
 
Seconda Fase : come la fase d’urto ma aggiungendo le verdure. Unico divieto: i carboidrati (patate, mais, piselli, lenticchie, fagioli…).  

Queste due fasi vanno alternate fino ad ottenere il peso desiderato (massimo un kg perso alla settimana).
 
Terza Fase di consolidamento: essa consiste in un momento abbastanza lungo di ritorno alla normale, che permetterebbe di evitare il famoso « effetto yo-yo » di ripresa del peso. Gli alimenti vietati vengono progressiva­mente reintrodotti.
 
Quarta Fase di mantenimento: si mangia normalmente ripettando due principi: fare un « giovedi’ proteico » a vita e mangiare 3 cucchiai di crusca e avena al giorno.
 
Cibi autorizzati nella fase 1
 
La carne (vitello, manzo, cavallo – tranne la costata di manzo e di cavallo), il pollo e il tacchino, il prosciutto sgras­sato, il pesce, i frutti di mare, i latticini a base di latte scremato, l’acqua, il tè e il caffè possono essere consumati a volontà. Tutti gli altri cibi sono severamente vietati.
 
Cibi autorizzati nella fase 2
 
Agli alimenti appena elencati vengono affiancate le verdure (tranne patate, riso, mais, piselli, lenticchie, fagioli e avo­cados).
 
I pro  : nessuno
 
I contro
 
Ha  tutti gli stessi inconvenienti di una  dieta iperproteica, e cioè

rischio di carenze : è necessario integrare con vitamine

la perdita di peso è dovuta alla disidratazione  conseguente alla mancanza di carboidrati

Le uova e la carne consumate in grandi quantità possono far aumentare il tasso di colesterolo nel sangue.

L'eccesso di proteine può danneggiare il fegato ed i reni

E' costosa

E' costipante

E' alienante , diseducativa .

E poi , chi lo dice che mangiare solo proteine in grandi quantità non faccia ingrassare ? forse che gli animali carnivori non ingrassano ?

 

 

Dieta Vegetariana

 


Questa dieta abolisce tutti gli alimenti di origine animale che comportino in particolare la sua uccisione. Va pertanto eliminata ogni tipo di carne, ivi inclusi i pesci ed i crostacei. La dieta consente tuttavia l’assunzione dei i sottoprodotti di origine animale, quali latte e latticini, uova, e miele. Dal punto di vista nutrizionale sono le uniche diete vegetariane possibili e accetabili.. Non rappresentano tanto una scelta alimentare quanto piuttosto una scelta di coscienza e, non operando restrizioni particolari sui macronutrienti, sono, se ben confezionate, del tutto compatibili con un buon stato nutrizionale.
Fattibile

 

 

Dieta Vegetaliana

 

Il vegetaliano doc, termine che deriva appunto dal latino Vegetalis, ossia "appartenente al regno vegetale", ha un attegiamento più radicale, rinuncia non solo alle carni, ma anche a tutti i prodotti di origine animale (uova, latte, miele e formaggio), nella convinzione che il corpo umano debba assumere solamente prodotti di natura vegetali, per scongiurare seri danni alla salute. Questa dieta , se prolungata nel tempo, può determinare carenza di nutrienti indispensabili quali il ferro, lo zinco, il calcio e le vitamina D e B12. Particolarmente a rischio nelle diete vegetaliane strette sono poi i bambini, le gestanti, le donne in allattamento, gli anziani e gli sportivi. Da sconsigliare!

 

 

 Diete iperproteiche

Sono diete in cui l’apporto proteico è variamente incrementato. Il razionale alla base è che sia molto difficile per l’organismo, trasformare i grassi alimentari in grassi di deposito (ciccia) in assenza di una quantità adeguata di carboidrati (largamente sacrificati in questo tipo di dieta), e poi sul fatto che il dispendio energetico necessario per “bruciare” le proteine è decisamante maggiore di quello necessario per bruciare lipidi e carboidrati. Sono sostenibili solo quando vi siano le opportune indicazioni e per brevi periodi di tempo. Utilizzabile limitatamente a brevi periodi e quando vi siano le indicazioni

 

Dieta Scarsdale  (proteine 36‑45%, carboidrati 34‑38%, lipidi 24‑26%)

Di solito consigliata per un periodo non superiore alle due settimane. Prevede l'aumento della quota proteica fino a oltre il 45% delle calorie totali, la riduzione drastica della quota di carboidrati (circa il 34%) e, in misura minore, di quella dei grassi (circa il 24 %). Il tutto senza superare però le 1.000 calorie al giorno!. Vanno aboliti tutti i condimenti; la carne deve essere rigorosamente sgrassata e le sole fonti di grassi devono essere rappresentate da uova, formaggi e noci. A volontà invece caffè, tè, acqua tonica dietetica e tisane purché senza zucchero. Effettivamente si cala di peso, ma si perdono soprattutto liquidi e massa magra. Si tratta di un regime sbilanciato, iperproteico e carente di vitamine (B1, B6 e B12) oltre che di calcio, ferro e magnesio. Sconsigliabile

 

Dieta Atkins  (proteine 24%, carboidrati 14%, lipidi 62%).La promessa: 4 chili in 15 giorni

Non esistono limitazioni per uova, carni, (ammessa di tutti i generi e tipi), e pesce. Via libera aanche a qualsiasi tipo di condimento. Ammesse piccole porzioni d’insalata, da arricchire con pezzetti di prosciutto, uova sode, pollo o formaggi morbidi. Vietati categoricamente pane, pasta, dolci, frutta, patate e tutti i legumi verdi (es. piselli, fave), e tutti i cibi che contengano carboidrati. Il razionale su cui si basa questo regime è che le proteine, per l' elevato potere saziante che le caratterizza, insieme ai grassi, per la loro bassa digeribilità, se assunti "da soli", assicurano la soppressione del “senso di fame” prima che l'introito calorico, possa raggiungere valori allarmanti. In realtà, con questo regime si finisce con l'introdurre troppi grassi animali e poche vitamine, soprattutto quelle antiossidanti, e minerali. Quindi, pur perdendo peso (e comunque sempre in prevalenza liquidi), si corre il pericolo di incrementare il livello di rischio per patologie cardiovascolari per l’alto contenuto in lipidi. Sconsigliabile ed in ogni caso non piu' di due giorni alla settimana !

 

 

Dieta dissociata

L’assunto su cui si basa questa dieta è quello di ammettere che i vari nutrienti (glicidi, grassi e proteine) siano fra loro incompatibili. In particolare, secondo questa dieta, non dovrebbero mai essere consumati nello stesso pasto carboidrati e proteine, mentre sono considerati neutri, e quindi combinabili con entrambi, i grassi, le verdure, le erbe aromatiche e le spezie. L'idea è che i pasti complessi affatichino e intossichino l'organismo, mentre un menù più semplice lo farebbe riposare e lo rigenera. Questo concetto potrebbe essere anche sottoscrivibile, anche se da dimostrare scientificamente, ma in ogni caso una dieta "dissociata" per rendere possibile la perdita di peso, deve obbligatoriamente corrispondere ad un apporto calorico inferiore al fabbisogno energetico di chi la mette in atto. Anche questa dieta non fa cioè eccezione alla regola generale secondo la quale per calare di peso, purtroppo, si debba introdurre di meno di quanto si consumi. Inutile ma non dannosa.

 

Cronodieta

è una speciale forma di dieta dissociata fondata sul principio secondo il quale i cibi ingrassano più o meno a seconda di quando, nel corso della giornata, vengono assunti: per dimagrire è necessario mangiare carboidrati a pranzo, proteine a cena. Assurdità senza supporto scientifico. Da evitare

 

Dieta della frutta

(proteine 5%, carboidrati 95%, lipidi 0%)

Prevede solo frutta, da mangiare a volontà e in grande quantità. è evidentemente sbilanciata, carente di calcio, zinco, ferro, fosforo, magnesio, niacina, vitamina B2 e vitamina B12. Situata a metà strada fra le monopiatto e le dissociate, presenta i difetti dì entrambe.E’ un tipo di dieta che piace molto agli anziani, ma attenti perché può risultare molto dannosa! Può essere viceversa proponibile ed efficace come dieta disintossicante, per un giorno o due dopo un periodo di super abbuffate, (dal Natale alla Pasqua passando per il Carnevale).Assolutamente sconsigliabile per piu’ di 2 giorni.

 

Dieta del minestrone

Molto in voga ultimamente è una dieta assolutamente da evitare.Innanzi tutto la la perdita di peso è molto fittizia in quanto non assumendo carboidrati si eliminano molti liquidi e poi il dimagrimento è soprattutto a carico della massa muscolare .Fatta per un giorno ha un buon  potere disintossicante. Sconsigliabile farla per i due pasti principali  : fattibile  se associata ad un pasto  completo ricco di proteine.

 

Pasti sostitutivi (liquidi, barrette)

La maggior parte dei pasti sostitutivi ha un valore calorico molto basso e pertanto la perdita di peso che si ottiene è dovuta alla minor assunzione di calorie.Se inserito in un programma alimentare bilanciato che preveda soprattutto una buona colazione, l’uso dei pasti sostitutivi può essere giustificato in quanti per motivi di lavoro non hanno proprio il tempo della pausa a pranzo. Una sola volta al giorno però ed alla sera sempre un pasto regolare! In questa maniera può essere efficace.

 

Sostanze bruciagrassi

Esistono attualmente in commercio circa 300 prodotti con riferita azione dimagrante: il 25% è rappresentato da fibre vegetali mentre il 75 % da fito-terapici. Molte di queste dovrebbero avere un’azione sull’assorbimento e sul metabolismo dei grassi e degli zuccheri (brucia grassi appunto). L’associazione efedrina-caffeina, farmacologia e fitoterapica, si è dimostrata efficace sia nella perdita sia nel mantenimento del peso, tuttavia è responsabile anche di numerosi effetti collaterali a carico dei sistemi cardiovascolare e nervoso. La Garcinia Cambogia ed il Chitosano avrebbero una blanda azione ipolipidemizzante altri studi che riguardano il thé verde e il Maté dimostrerebbero un’azione termogenetica che influenza positivamente la perdita di peso .Questi ultimi dati vanno però verificati da ulteriori studi.Siamo alle solite ; per dimagrire è necessario mangiare di meno .Non esistono attualmente in commercio sostanze bruciagrassi.

 

Dieta a zona

Abbiamo già dedicato un intero articolo a questo tipo di dieta , illustrandone nei dettagli i  pro e i contro.Si tratta in ogni caso di una dieta che contiene alcune novità e, nel panorama desolante delle proposte, è probabilmente la meno peggio. I limiti: è troppo tecnica e stancante e bisogna fare una fatica da matti per assumenre ad ogni pasto le quote raccomandate (40% di carboidrati , 40 % di grassi e 30% di proteine). Inevitabile poi l’uso di barrette con le proporzioni degli alimenti già pronte (ed infatti è più pubblicizzata da aziende interessate piuttosto che da esperti del settore). Da utilizzare solo per regimi calorici bassi ( max 1600 Kcal./die ).Non sconsigliabile ma neanche utile.Una dieta bilanciata con 55% di carboidrati , 25-30 % di grassi e 15-20 % di proteine è molto piu’ efficace soprattutto per gli sportivi.

 

Dieta mediterranea

Metterla in atto non è così semplice come in passato dato che agli alimenti della nostra tradizione, sempre più difficili da trovare genuini, si sono aggiunti una serie “pasticci da fast food” che ne hanno stravolto l’essenza. Le giovani generazioni non hanno realmente conosciuto e tantomeno praticato la vera dieta mediterranea che, quando bilanciata, continua ad essere quella che assicura il miglior stato di salute. Attenzione però a rispettare la quota di carboidrati da assumere (55%-60%, pane , pasta , pizza , dolci , biscotti etc.), poiché questa dieta non prevede come qualcuno crede “carboidrati a.volontà” ed in ogni caso per ottenere maggiori vantaggi è necessario osservare le seguenti norme:

 

q                            suddividere l’alimentazione giornaliera in 4-5 pasti ed evitare così un’eccessiva stimolazione della produzione di grassi nell’organismo;

 

q                            consumare giuste razioni di pasta o riso che devono costituire la struttura portante di un pasto (80-100 g. per la donna , 100-120 g. per l’uomo una volta al giorno)

q                            usare come condimento preferito l’olio di oliva, possibilmente extravergine , consigliabile anche per friggere, ma evitare il suo riutilizzo.

q                            accompagnare i cibi preferibilmente con il pane in moderata quantità, abbandonando l’illusione di poter trarre vantaggio dall’uso (costoso e più calorico) di grissini, cracker ed altri sostituti. è opportuno evitare i pani speciali con aggiunta di grassi;

q                            consumare pesce tre volte alla settimana, con particolare attenzione al pesce azzurro ricco di omega 3 (sarde, alici, sgombri, salmone , tonno)

 

q                            consumare abitualmente frutta e verdura fresca, meglio se di stagione, favorire quella con azione antiossidante

 

q                            ricorrere con frequenza alle “carni alternative” (pollo, coniglio, maiale, tacchino) che hanno lo stesso valore nutritivo della carne bovina;

 

q                             insaporire le pietanze con aromi e condimenti non grassi (quali spezie, erbe, sugo di pomodoro, peperoncino, aglio, cipolla, basilico, lauro, salvia, prezzemolo), e non eccedere nelle aggiunte di grassi e sale .

 

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